Commemorazioni

Commemorazioni 1961-1992

Commemorazioni dei Soci defunti 1961-1992

Sono di seguito riportate le “Orazioni” pronunciate, in occasione delle “Commemorazioni dei Soci defunti” il primo novembre di ogni anno al cimitero di Suna, dal Presidente del sodalizio Luigi Pera  dall’anno 1961 al 1992.

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1 Novembre 1961

Anche quest’anno è giunto il giorno del ricordo dei nostri morti. Un anno è già passato da quando abbiamo commemorato il presidente Zucchinetti (1) che ora riposa qui vicino.

E’ giusto e doveroso questo omaggio ai soci defunti che viene tributato, anno dopo anno, fin dalla fondazione della Società nel lontano 1877.

Il tempo è trascorso veloce ma la morte ha portato nuovi lutti nel nostro sodalizio: tre soci e il nostro Tesoriere, tutti appartenenti a vecchio famiglie sunesi, riposano ora in questo camposanto.

Rossi Antonio chiamato Gino era un sunese di antica famiglia. Abile lavoratore elettromeccanico, la morte lo ha colto improvvisamente a soli 60 anni quando, da pochi mesi pensionato, si preparava a godere il meritato riposo dopo tanti anni di attività.

Guglielmi Gino apparteneva ad una famiglia di proprietari dell’antica trattoria “Il Monterosso”; fu per tanti anni anche commerciante. Di carattere gioviale, nella sua vita era stato colpito da due gravi lutti: la morte della moglie in giovane età che lo lasciò solo con due bambini e più tardi la scomparsa della sua giovane figlia in una sciagura alpinistica sui monti dell’Ossola.

Rattazzi Guido era un eccellente macellaio, di carattere buono, taciturno, semplice e modesto; è mancato dopo brevissima malattia a soli 64 anni.

Il geometra Rossi Cesare da oltre vent’anni tesoriere della Società; incarico da lui tenuto col massimo scrupolo e disinteresse. Fu attivo professionista, segretario per molti anni dell’asilo infantile, dell’Opera Pia Rossi e fabbriciere della parrocchia. Progettò anche il palazzo delle scuole. Lavorò attivamente pur essendo in età avanzata fino alla morte che lo colse improvvisamente.

Ai familiari tutti rinnoviamo le nostre espressioni di cordoglio; a tutti i soci sepolti in questo cimitero o altrove vada, in questo giorno consacrato al ricordo di tutti i defunti, il nostro pensiero reverente, il nostro ricordo e la preghiera di eterna pace.

Zucchinetti Giovanni nato il 24 giugno 1886 a Suna ,ammesso alla Società Operaia il 13 gennaio 1904 fu prima tesoriere e poi, per più di un trentennio stimato presidente del sodalizio. Morì il 16 aprile 1960

Rossi Antonio (detto Gino) fu Francesco nato il 23 aprile 1900, elettricista, ammesso alla Società il 12 ottobre 1936 e deceduto, a Suna, il 12 gennaio 1961

Guglielmi Luigino (Gino) di Francesco, nato nel 1886, ammesso alla Società Operaia il 13 gennaio 1904 morì a Suna nel 1961

Rattazzi Guido fu Carlo nato nel 1896, macellaio, ammesso alla Società il 1 gennaio 1931 morì il 18 giugno 1961

Rossi Cesare, inspiegabilmente non risulta presente sul registro di matricola della Società. Con ogni probabilità venne censito originariamente con un nome di battesimo diverso.

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1 Novembre 1962

Anno fortunato questo per la nostra Società, in cui non abbiamo da lamentare perdite di alcun socio: fatto eccezionale che, penso, sarà avvenuto raramente durante gli ormai lunghi anni di vita del nostro sodalizio. Non possiamo però esimerci da rivolgere un pensiero ai molti soci che da tanti o da pochi anni riposano in questo cimitero o altrove dopo aver partecipato attivamente alla vita della Società. In questo 85° anno dalla sua fondazione il nostro pensiero reverente si rivolga particolarmente ai soci fondatori, che in tempi ben più duri degli attuali, hanno sentito il dovere della solidarietà per i momenti di maggior bisogno di ciascuno, quando la malattia o la tarda età ne accrescevano i disagi.

Il loro esempio ci sia sempre da sprone a continuare nella via da essi indicata, anche se le forme attuali di previdenza e di assistenza possono far pensare che le Società di Mutuo Soccorso come la nostra siano ormai superate. Ma i sentimenti di fratellanza e di solidarietà che hanno ispirato nella loro opera i soci fondatori, non sono superati! Essi appartengono a quel patrimonio spirituale che è e che deve essere di tutti i tempi e di tutte le età e che ciascuno di noi deve praticare sempre. Solo così saremo i degni continuatori dell’opera da essi iniziata con tanta fede.

A tutti i soci defunti, unitamente ai parenti di quelli che qui riposano, vada in questo giorno il nostro pensiero e il nostro ricordo.

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1 Novembre 1963

Eccoci nuovamente riuniti nel nostro camposanto in questo giorno dedicato a tutti i defunti e nel quale il nostro sodalizio, tenendo fede ad una lunga e buona tradizione, vuole ricordare particolarmente i soci scomparsi nel corso dell’anno, unendoli nel ricordo alla schiera che si va facendo sempre più numerosa, di tutti gli altri.

E’ triste ricordare in questo giorno i nomi di tante persone che forse lo scorso anno o nei precedenti erano qui in mezzo a noi. Ne vediamo ancora chiaramente le sembianze, ne ricordiamo i caratteri. Se, cambiati i tempi, la nostra Società non ha più come scopo principale l’assistenza materiale, non di meno vuol mantenere il suo ideale di fraternità , di solidarietà, di vicendevole aiuto morale e di questi sentimenti l’odierna commemorazione ne è una concreta manifestazione.

Lo scorso anno era passato senza la morte di alcun nostro socio; quest’anno non è stato così: ben quattro ci hanno lasciato.

Buscaglia Pietro  era nato nel 1894. Fin dalla sua giovinezza aveva militato attivamente nelle file del P.S.I. Fu uno dei soci fondatori della Casa del Popolo e dopo la sua ricostruzione fece parte del Consiglio di Amministrazione per numerosi anni. Fu anche consigliere dell’Opera Pia Rossi. Di carattere semplice,la sua apparente rudezza mascherava un animo sensibile che la perdita della moglie aveva duramente colpito.

Calloni Giuseppe classe 1886, scalpellino, da molti anni residente in Francia (Savoia) dove era emigrato alla fine della guerra, è comunque sempre rimasto iscritto alla Società.

Pinauda Adriano di solo 32 anni da poco tempo era entrato nella nostra Società e ne mostrava interesse. Presente all’assemblea di quest’anno aveva partecipato alla discussione. La sua tragica morte ci ha profondamente colpiti.

Pera Natale di anni 81 era buono e semplice; ha lavorato fino a tarda età, cioè fin tanto che le condizioni di salute glielo hanno permesso. Durante la sua lunga malattia fu amorevolmente assistito dalla moglie e dalla figlia alle quali era molto affezionato.

E’ pur doveroso ricordare in questo giorno anche il nostro benefattore dott. Carlo Bobbio che aveva manifestato la sua simpatia per la nostra Società con generose elargizioni. Anche Egli come i nostri Soci, aveva speso la sua vita nel lavoro anche se in una posizione diversa. Già sofferente e in età avanzata non aveva abbandonato il suo posto di responsabilità. Lo ricordiamo con sentimento di gratitudine.

Alle famiglie rinnoviamo il nostro cordoglio; a tutti i nostri cari, a tutti i defunti di questo cimitero vada il nostro ricordo ed il nostro pensiero.

Buscaglia Pietro fu Isidoro, nato il 2 agosto 1994, di professione bracciante, viene ammesso alla Società il 3 marzo 1933 e muore nel 1963

Calloni Giuseppe fu Angelo, nato nel 1886, di professione scalpellino, viene ammesso alla Società il 1 gennaio 1931 e muore nel 1963

Pinauda Adriano nato nel 1931, non compare nel Registro di Matricola probabilmente perché ammesso alla Società da soli pochi mesi.

Pera Natale nato nel 1882, di professione macellaio, viene ammesso alla Società il 3 febbraio 1904 e muore nel 1963

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1 Novembre 1964

“Triste è il giorno e triste è il luogo ove siamo soliti ritrovarci ogni anno in assemblea per ricordare chi non è più con noi perché nel corso di questi ultimi dodici mesi la morte lo ha rapito agli affetti familiari ed alla nostra Società…” Non ci è pervenuto, purtroppo, il testo seguente dell’omelia funebre di questo anno che, molto probabilmente, non fu proprio pronunciata dal presidente Pera Luigi. In quel periodo si ha comunque notizia della morte di tre soci:

Rossi Innocente fu Antonio, nato nel 1886, di professione calzolaio che viene ammesso alla Società il 1 gennaio 1931 è deceduto il 30 dicembre 1963 e del quale si avrebbe dovuto far memoria nell’omelia del ‘64

Tonazzi Giuseppe fu Antonio, nato il 4 luglio 1886, di professione scalpellino, che viene ammesso alla Società il 3 febbraio 1903 è deceduto a fine 1963 e del quale si avrebbe dovuto far memoria nell’omelia del ‘64

Fornara Giovanni nato a Barengo il 20 luglio 1883, di professione prestinaio, che viene ammesso alla Società il 1 agosto 1930 è deceduto il 1 febbraio 1964

Rossi Innocente fu Antonio, nato nel 1886, di professione calzolaio ,ammesso alla Società Operaia il 1 gennaio 1931 è morto il 30 dicembre 1963

Tonazzi Giuseppe fu Antonio nato il 4 luglio 1886, di professione scalpellino,, ammesso alla Società il 3 febbraio 1903 e deceduto, a Suna, nel 1963

Fornara Giovanni, nato 20 luglio 1883, di professione prestinaio, ammesso alla Società  Operaia il 1 agosto  1930 morì a Suna il 1 febbraio 1964

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1 Novembre 1965

Per rendere omaggio ai soci defunti ci siamo ritrovati, ancora una volta, nel nostro camposanto.

E’ ottima consuetudine questo ricordo annuale nel giorno a loro dedicato ed è un bene per tutti che un giorno almeno si dimentichino le ansie e le difficoltà della vita quotidiana, per rivolgere il pensiero a coloro che non sono più. Sono amministratori e soci del nostro sodalizio, parenti ed amici che abbiamo conosciuto bene e ne rinnoviamo il ricordo leggendone di ciascuno il nome sulla tomba. Questa nostra sosta odierna al camposanto può ricordare a noi tutti che anche la nostra vita ha un termine e che dunque vano preoccuparsi eccessivamente di tante cose che un giorno dovremo lasciare. Questo pensiero potrebbe renderci più buoni e più zelanti nella via della solidarietà e della fratellanza che ci è stata indicata dai nostri fondatori.

Quattro sono i soci che ci hanno lasciato in questi dodici mesi, e l’ultimo verrà portato qui fra poco.

Fovanna Giovanni era muratore e lavoratore di antico stampo. Nativo dell’Ossola, per tanti anni visse in mezzo a noi la sua laboriosa vita di uomo semplice.

Asiani Sereno emigrato a Suna dal Veneto verso il 1930 fu tra i primi operai della Montecatini. In seguito trasferitosi ad Intra, volle rimanere iscritto alla Società e si informava del suo andamento. Aveva partecipato, cosa pur rara per i nostri soci, anche all’assemblea dell’anno scorso e della precedente.

Spadacini Alessandro di famiglia schiettamente sunese, era consigliere della Società da molti anni. Suo padre era stato un socio fondatore e dirigente. Tipografo, lavoro nella sua azienda fino agli ultimi giorni di vita. Partecipò anche alla vita politica ed amministrativa quando Suna era ancora Comune autonomo. Subì violenze di parte per le sue idee ma, a liberazione avvenuta, perdonò coloro che gli erano stati ostili. Dal 1945 fu presidente della Casa del Popolo di Suna , dell’Opera Pia ed anche consigliere dell’asilo. Combattente della guerra 1915-18 fu decorato al valore militare durante la battaglia del Piave del giugno 1918.

Rossi Antonio spentosi in questi giorni dopo una lunga degenza in ospedale, apparteneva ad una antica famiglia del paese ed al suo paese è ritornato dopo un lungo soggiorno all’estero, dove aveva svolto la sua attività come lavoratore alberghiero. Quando stava per assaporare la gioia di una sua famiglia ne fu privato repentinamente e dolorosamente.

Ed infine, nel 20° anniversario della morte, rivolgiamo un pensiero doveroso a Mario Bobbio, figlio dei nostri munifici benefattori, che si spense giovanissimo, a Mathausen dove era stato deportato  per aver lottato per un suo ideale.

Ricordiamo tutti i soci defunti; il loro ricordo ci sproni a continuare a ravvivare la vita del nostro sodalizio per una sempre maggiore comprensione e fraternità.

Fovanna Giovanni  nato nel 1884, di professione muratore, viene ammesso alla Società il 1 gennaio  1931 e muore il 15 dicembre 1964

Asiani Sereno nato a Vicenza il 18 maggio 1909, di professione manovale, viene ammesso alla Società il 18 febbraio 1936 e muore il 22 febbraio 1965

Spadacini Alessandro di Pietro (socio fondatore morto il 28 luglio 1924) nato nel 1890, di professione tipografo, viene ammesso alla Società il 1 gennaio  1912 e muore nel 1965

Rossi Antonio fu Giovanni, nato nel 1888 di professione cameriere, viene ammesso alla Società il 1 ottobre  1910 e muore il 31 ottobre 1965

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1 Novembre 1966

Ancora una volta siamo qui riuniti per quella che si può ben dire ormai unica manifestazione associativa che possa contare sull’adesione di un buon numero di nostri soci.

Dobbiamo riconoscere purtroppo che ormai la nostra attività sociale è molto limitata per quanto riguarda l’assistenza. E’ tuttavia positivo e di alto valore morale che molti sentano ancora il dovere di ricordare i soci defunti, specialmente i più lontani nel tempo, i fondatori di questa Società. Se noi attualmente possiamo beneficiare di forme di assistenza più complete lo dobbiamo anche ai nostri predecessori che nel lontano 1877, novant’anni or sono, quando le condizioni di vita nel nostro paese erano ben misere da sembrarci incredibili, seguendo l’esempio di paesi vicini ed anche della Svizzera, si sono uniti per aiutarsi specialmente durante le malattie e ciascuno di noi può immaginare cosa poteva significare allora una malattia in una famiglia.

A questo pur già nobile intento va aggiunto il desiderio di migliorare nei soci stessi le capacità lavorative e l’istruzione. E’ bene, in un’epoca di così rapido progresso, sostare un momento pensosi nel ricordo dei sacrifici e delle lotte sostenute da questi nostri soci che, dando vita a queste libere istituzioni, tanto hanno contribuito a formare nelle coscienze quei sentimenti di solidarietà che hanno permesso di migliorare sempre più le condizioni di vita degli operai. Due soci sono deceduti quest’anno:

Pera Beniamino classe 1875, muratore. Era il socio più anziano, iscritto nel lontano 1903.

Partecipò alla campagna d’Africa del 1896, lavorò per vari anni all’estero e tornato a Suna si costruì una casetta in Monterosso. Rimasto solo raggiunse la figlia in Belgio dove è deceduto.

Clerici Giovanni di 71 anni, panettiere, nativo di Como, si era stabilito con la famiglia nel nostro paese e aveva gestito per diversi anni un negozio di panetteria. Era stato duramente colpito dalla perdita di un figlio in tenera età. Appartiene al nostro sodalizio dal 1933.

Ai familiari rinnoviamo il nostro cordoglio. Rivolgiamo ancora un pensiero reverente a tutti i nostri morti; il loro ricordo ci aiuti ad affrontare serenamente le difficoltà di ogni giorno, a continuare, sempre migliorando, sulla via dell’amicizia e della fratellanza.

Pera Beniamino, nato il 21 febbraio 1868, di professione muratore, viene ammesso alla Società il 3 febbraio 1903 e muore nel 1966. E’ l’unico socio con questo nome e coincide l’anno di ammissione alla Società ma non l’anno di nascita riportato nell’omelia eppure nel “Registro di matricola” la data è chiaramente leggibile. Difficile pensare ad una omonimia per cui costui ha lasciato il mondo terreno e la Società alla soglia dei 100 anni.

Clerici Giovanni fu Pietro, nato il 19 dicembre 1895, di professione panettiere, viene ammesso alla Società il 12 febbraio 1933 e muore nel 1966

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1 Novembre 1967

Il tempo scorre veloce e anno dopo anno ci ritroviamo qui, in questo giorno particolare, per ricordare i soci defunti come vuole la tradizione della nostra Società.

E’ un anno particolare questo in cui ci prepariamo a ricordare il 90° di fondazione del nostro sodalizio. Guardando il vecchio libro dei soci si leggono i nomi dei nostri 83 predecessori ed in molti casi anche nostri antenati, che dettero la loro adesione il 3 giugno 1977. Sono vecchi cognomi sunesi molti dei quali vi figurano ancora, altri invece sono estinti.

Tra i soci fondatori troviamo pure un barcaiolo di Golasecca, sul Ticino, ed è questo un particolare degno di nota che sta a dimostrare come fosse sentito anche al di fuori della ristretta cerchia del paese il bisogno di unirsi per aiutarsi. Il primo presidente fu Rossi Alberto fu Antonio (sostraio) ed il segretario Agnisetta Annibale. A loro e a tutti vada in questa occasione un particolare riconoscente ricordo. Quest’anno non è più tra noi:

Buscaglia Martino che era da molti anni consigliere. Nato a Suna nel 1885, muratore.

Per il suo carattere semplice e gioviale era da tutti benvoluto. Sempre presente alle riunioni del Consiglio partecipava attivamente alle discussioni. Era ancora uno degli ultimi rappresentanti del sunese di vecchio stampo. Alla moglie rimasta sola rinnoviamo il nostro cordoglio.

A tutti i soci defunti, ai benefattori, ai parenti di ciascuno che qui riposa, vada in questo giorno il nostro pensiero e il nostro ricordo. Riposino in pace.

Buscaglia Martino fu Matteo, nato nel 1885, di professione muratore, viene ammesso alla Società il 20 luglio  1926 e muore nel settembre 1966

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1 Novembre 1968

Per rendere omaggio ai Soci defunti ci ritroviamo qui ancora una volta. E’ buona consuetudine questo ricordo annuale nel giorno a loro dedicato ed è un bene per tutti che, per un giorno almeno, dimenticando gli affanni e le difficoltà quotidiane, rivolgiamo il nostro pensiero a coloro che non sono più tra noi. Sono amministratori e soci del nostro sodalizio, parenti ed amici che abbiamo conosciuto bene e ne rinnoviamo il ricordo leggendone di ciascuno il nome sulla tomba.

Questa nostra sosta odierna al cimitero deve ricordare a noi tutti che anche la nostra vita ha un termine e che è vano dunque preoccuparsi eccessivamente di tante cose che un giorno dovremo pure lasciare. Sono tre i soci, dei quali ben due amministratori, a cui va quest’anno il nostro particolare ricordo.

Delmonaco Carlo nativo di Suna, era da molti anni zelante consigliere. Figura caratteristica di uomo e da tutti conosciuto per essere stato per oltre 35 anni portalettere del Monterosso, della Riviera e di Cavandone. Era sempre presente alle riunioni del nostro consiglio e partecipava alle discussioni stando molto attento all’andamento finanziario e sempre preoccupato a raccomandare la prudenza nelle spese. Era molto legato alle tradizioni sunesi, sempre presente alle offerte in occasione delle feste religiose anche nei paesi vicini, era apprezzato per le sue doti di “banditore”.

Durante i nostri conviti era solito intrattenere i presenti con semplici discorsi da lui diligentemente preparati. Soleva anche rivolgere brevi parole per dare l’estremo saluto ai suoi amici, qui in questo camposanto! La morte lo fa colto improvvisamente il 30 aprile mentre il 1° maggio avrebbe dovuto rivolgere un discorso al pranzo dei pensionati. Da sunese di vecchio stampo non aveva dimenticato l’antica parrocchia e là volle essere portato per l’ultima volta prima di essere sepolto.

Preatoni Primo nato nel 1895 a Pallanza, si era stabilito a Suna dopo il matrimonio. Fu combattente nella guerra del 15-18.  Impiegato di banca in pensione, da vari anni era il nostro cassiere diligente e scrupoloso fino alla lira! Teneva con massimo ordine i registri di cassa e aveva sempre pronta la documentazione anche della più piccola spesa. Rigido custode della cassa sociale, a chi proponeva una spesa da lui ritenuta eccessiva, replicava che il patrimonio della Società è di tutti e non si può agire come se fosse cosa nostra esclusivamente!

Quando dovette essere ricoverato in ospedale, la sua preoccupazione fu di lasciare tutto in ordine.

Oberto Pietro era nato a Suna nel 1898; suo padre era originario di un paese della provincia di Cuneo e questo spiega il perché del suo cognome diverso da quelli tradizionali sunesi.

Aveva uno spirito avventuroso che lo spinse, ancora ragazzo, ad imbarcarsi come mozzo sui piroscafi mercantili; durante la guerra 15-18 presto servizio nella Marina Militare ed in seguito, come cuoco, navigò su tutti i mari, toccando tutti i continenti ed intercalando ai suoi lunghi viaggi dei periodi di soggiorno a Suna, fin quando le condizioni di salute glielo hanno permesso.

Tipo allegro, amante della vita, era spesso richiesto nei conviti sia per la sua abilità di cuoco che per il suo carattere gioviale. Era un appassionato sportivo, sempre presente in tutte le manifestazioni, dando la sua collaborazione operosa alla nostra Società. Da tanto tempo ammalato, le sue sofferenze aumentarono dopo una caduta che lo rese totalmente infermo.

Ai familiari di questi soci defunti rinnoviamo le nostre espressioni di cordoglio e di rimpianto. A tutti i soci morti, vicini e lontani, vada in questo giorno triste a loro dedicato, il nostro pensiero reverente e commosso.

Delmonaco Carlo fu Giacinto, nato nel 1893, di professione portalettere, viene ammesso alla Società il 1gennaio 1931 e muore il 30 aprile 1968

Preatoni Primo, nato il 12 febbraio 1895, di professione impiegato di banca, viene ammesso alla Società il 1 gennaio 1948 e muore nel 1968

Oberto Pietro nato il 3 maggio 1897, di professione marittimo, viene ammesso alla Società il 1giugno 1945  e muore nel 1968

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1 Novembre 1969

Anno dopo anno, questo mesto giorno e la buona consuetudine tramandataci dai nostri predecessori, ci fa ritrovare qui per una breve sosta, per ricordare quanti ci hanno lasciato nel volgere di questo anno e dei precedenti. Qui, davanti alle loro tombe, ne rileggiamo i nomi, ne ricordiamo il volto, sentiamo la loro voce che spesso si era unita alla nostra nei discorsi di ogni giorno. Sono soci e amministratori che hanno avuto a cuore la nostra Società, mostrandone interessamento ed alcuni portando ad essa il loro fattivo contributo. Oggi però questo ricordo è, se così si può dire, ancora più doloroso perché commemoriamo insieme ad uno dei soci più anziani anche uno dei più giovani, sia di età che di appartenenza al sodalizio e repentinamente scomparso.

Antoniazza Alfonso nato nel 1890, scalpellino, forse l’ultimo sunese che ha esercitato questo mestiere una volta così diffuso. Figura caratteristica del nostro paese, si può ben dire che buona parte della sua vita attiva l’ha trascorsa sul lago, sia per recarsi al lavoro in barca sull’altra sponda, che come pescatore. Semplice e riservato era però socievole quando si ritrovava in compagnia. Ai famigliari rinnoviamo le nostre condoglianze.

Cazzaniga Romano aveva chiesto di entrare nella Società nel 1966 poiché si interessava attivamente ai problemi politici e sociali del nostro tempo. Per il suo carattere aperto era molto conosciuto e stimato. La sua morte così repentina che a soli 33 anni lo ha strappato all’affetto della famiglia e del figlioletto che tanto aveva desiderato, ha lasciato tutti nella costernazione e nel rimpianto. Ai familiari che lo piangono desolati vogliamo esprimere ancora il nostro vivo cordoglio.

Ed ora ancora un pensiero vada a tutti i soci defunti ed ai benefattori che qui riposano. Il loro ricordo ci sproni a continuare ed a ravvivare quei sentimenti di fratellanza che devono unirci tutti in seno al nostro sodalizio, per una maggior comprensione ed un aiuto reciproco.

Antoniazza Alfonso, nato nel 1890, di professione scalpellino, viene ammesso alla Società il 1 gennaio 1931  e muore nel 1969

Cazzaniga Romano nato 11 settembre 1936, di professione meccanico, viene ammesso alla Società il 1 gennaio 1966  e muore nel 1969

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1 Novembre 1970

Anno di molti lutti è stato questo per la nostra Società: Oggi infatti siamo qui riuniti per ricordare ben otto soci che sono mancati in questo periodo e fra questi anche il nostro vicepresidente.

Penso che nella ormai lunga vita del nostro sodalizio non si sia mai verificato un uguale triste evento: otto soci sono scomparsi nello svolgere di un anno e la maggior parte neppure anziani!

Vogliamo ricordarli insieme ad uno ad uno per averli ancora una volta in mezzo a noi come lo furono in passato, particolarmente in questo giorno dedicato al ricordo di tutti i morti, unendoli nel pensiero alla schiera che si va facendo sempre più numerosa di tutti gli altri.

Breganni Pietro classe 1892. E’ deceduto l’anno scorso a Castellanza. Aveva lavorato per molti anni al mulino che esisteva in regione Plusc poi si era trasferito. Era di carattere espansivo ed allegro.

Corsini Angelo di anni 49. Era di famiglia sunese. Di animo mite e taciturno, sebbene iscritto da pochi anni, seguiva l’attività della nostra Società ed aveva anche partecipato alla gita sociale dello scorso anno. E’ deceduto repentinamente.

Franzini Albertino di anni 47. Proveniente dal mantovano si era stabilito qui da circa 20 anni per esercitare il commercio della legna. Da qualche anno, in seguito alle mutate esigenze del mercato, aveva dovuto abbandonare questa attività e ne era stato amareggiato non poco.

Fattalini Alfredo era della classe 1896. Sunese di nascita e di famiglia, faceva il muratore ed aveva lavorato molto all’estero specialmente in Francia. Aveva combattuto da alpino nella Grande Guerra. Molto allegro di carattere ed amante della compagnia.

Pavesi Cesare di anni 59 era stato combattente volontario in Africa e sul fronte balcanico nell’ultima guerra e di questo suo passato era molto orgoglioso. Sotto il suo carattere che talvolta poteva sembrare rude appariva la sua bontà e l’imponente partecipazione di folla ai suoi funerali ne è stata la conferma.

Ingegnoli Rino è morto a 68 anni. Era nato a Suna ma la sua famiglia proveniva dalla bassa novarese. Era negoziante di stoffe fin dalla sua prima giovinezza; faceva il venditore ambulante nei vari mercati, percorrendo i paesi del lago e della valle Intrasca con il suo fagotto caricato sulla bicicletta e solo in questi ultimi anni,seguendo il progresso, si era motorizzato. Appassionato sportivo era stato uno dei primi sunesi a praticare il gioco del calcio. Era stato per molti anni consigliere della Società ed aveva dato la sua fattiva collaborazione anche come amministratore della Casa del Popolo. Conosciuto e stimato da tutti a Suna e nella zona, la sua scomparsa ha suscitato grande rimpianto.

Racchelli Enzo nostro vicepresidente era fra i soci più anziani della Società. Pallanzese di nascita, combattente della guerra mondiale e cavaliere di Vittorio Veneto. Da solo dovette affrontare fin dalla sua fanciullezza le difficoltà della vita facendo il barcaiolo. Più tardi, finita la guerra, fu assunto come commesso di banca; grazie alla sua forza di volontà e sebbene non avesse potuto seguire degli studi, fu promosso impiegato. Nelle ore libere si dedicava anche alla costruzione e riparazione di barche e natanti. Era appassionato della musica e dello sport, specialmente del remo. Alla nostra Società aveva sempre dato la sua fattiva collaborazione, prima come consigliere e poi, dal 1953, come vicepresidente. Fu capace organizzatore di banchi di beneficenza ed anche propugnatore di una operazione finanziaria che contribuì ad aumentare la consistenza ed il reddito del nostro capitale. Si interessò pure delle altre istituzioni di Suna, come segretario dell’Opera Pia Rossi e dell’Asilo Infantile fino alla sua morte, incarico questo a cui si dedicava con tanta passione.

Guglielmi Renzo proprietario dell’antica osteria del Monterosso. Morto a soli 54 anni, dopo una crudele malattia, a pochi anni dalla morte del padre, anch’egli nostro socio. Di carattere socievole fu amante della compagnia fin quando la malattia, deprimendolo anche moralmente, lo aveva costretto ad isolarsi.

Negri Pino di anni 60, nato a Pallanza, di professione tappezziere, fu combattente in Africa. Aveva, per vari anni,  gestito un negozio di commestibili ed era perciò molto conosciuto. In seguito ad intervento chirurgico aveva perso l’uso della voce e, alla fine, un male inesorabile ebbe il sopravvento.

Ai famigliari di questi soci defunti rinnoviamo le nostre espressioni di cordoglio e di rimpianto. A tutti i nostri morti,vicini e lontani, vada in questo triste giorno a loro dedicato, il nostro pensiero reverente e commosso.

Breganni Pietro fu Gaspare, nato nel 1892, di professione mugnaio, viene ammesso alla Società il 1 gennaio 1931  e muore nel 1970

Corsini Angelo fu Gaspare, nato il 19 febbraio 1920, viene ammesso alla Società il 1 gennaio 1965 e muore il 4 dicembre 1969 alle ore 22,30

Franzini Albertino fu Gaspare, nato nel 1923, di professione commerciante di legna, viene ammesso alla Società il 31marzo 1961 e muore nel 1970

Fattalini Alfredo fu Giuseppe (socio anch’esso), nato nel 1896, di professione muratore, viene ammesso alla Società il 22 settembre 1936 e muore nel 1970

Pavesi Cesare di Vittorio, nato nel 1911, di professione muratore, viene ammesso alla Società il 1 luglio 1945  e muore nel 1970

Ingegnoli Rino di Pietro, nato nel 1902, di professione negoziante, viene ammesso alla Società il 23 giugno 1927 e muore nel 1970

Racchelli Enzo di Giovanni, nato nel 1890, di professione impiegato di banca, viene ammesso alla Società il 27 aprile 1922 e muore nel 1970

Guglielmi Renzo fu Luigi, nato il 16 aprile 1916, di professione oste, viene ammesso alla Società il 1 gennaio 1944  e muore nel 1970

Negri Pietro detto Pino fu Abele, nato nel 1910, di professione tappezziere, viene ammesso alla Società il 1 luglio 1945  e muore nel 1970

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1 Novembre 1971

Questo giorno che la tradizione della nostra Società vuole dedicare al ricordo dei soci defunti, ci vede qui riuniti ancora una volta. Il tempo è trascorso veloce da quando lo scorso anno abbiamo ricordato ben 8 soci, un numero che sembrava eccezionale per il nostro sodalizio, invece anche quest’anno la morte ha colpito ancora duramente: sei soci sono mancati!

La morte li ha colpiti in età non molto avanzata; alcuni avevano appena raggiunto la pensione dopo un’intera vita laboriosa. Due di essi erano fratelli! Vogliamo ricordarli insieme uno ad uno per averli ancora una volta in mezzo a noi, come furono in passato, particolarmente in questo giorno, unendoli nel pensiero alla schiera che si va facendo sempre più numerosa di tutti gli altri:

Rossi Ippolito aveva 73 anni ed è morto il 4 novembre dello scorso anno. Di famiglia sunese era fabbro; di carattere buono e semplice era molto unito alla sua famiglia. Cavaliere di Vittorio Veneto per aver combattuto nella prima guerra mondiale.

Zucchinetti Pietro di anni 76, morto il 3 gennaio di quest’anno. Cavaliere di Vittorio Veneto. Per oltre 30 anni “messo” e “porta-bandiera” della Società, aveva sempre svolto con scrupolosa diligenza tale incarico, unito a quello di riscossione delle quote sociali, sempre mostrando molto attaccamento al sodalizio. Il suo cognome è uno dei più antichi del paese.

Bertoluzzi Ercole di anni 65, stabilitosi nel nostro paese per motivi di lavoro, ultimamente si era trasferito nel territorio di Pallanza ma trascorreva sempre le sue ore di svago con gli amici di Suna. Combattente dell’ultima guerra si era meritato anche una decorazione al valor militare.

Cosmo Giuseppe da tutti chiamato familiarmente “Pep”. E’ morto il 14 luglio a 65 anni. Non era di Suna ma da tenti anni viveva fra noi, benvoluto da tutti per la bontà e semplicità del suo carattere.

Paltani Pietro di anni 79, Cavaliere di Vittorio Veneto, aveva esercitato il mestiere di capo muratore per tanti anni. Ringraziamo nuovamente i familiari che hanno voluto ricordarlo con un’offerta.

Rossi Carlo fratello di Ippolito, morto a 64 anni a Cossogno dove si era da tempo trasferito. Di carattere riservato, di poche parole, è deceduto dopo vari anni di sofferenza.

Esprimiamo ai familiari il nostro cordoglio per la loro dipartita, dopo averli presenti in mezzo a noi ancora una volta in questa commemorazione, uniti nel ricordo a tutti gli altri morti, socie e familiari nostri che qui riposano per sempre.

Rossi Ippolito fu Pietro, nato nel 1897, di professione fabbro ferraio, viene ammesso alla Società il 17 aprile 1921 e muore il 4 novembre 1970

Zucchinetti Pietro  nato il 30 maggio 1894, di professione muratore, viene ammesso alla Società il 1 settembre 1912 e muore il 3 gennaio 1971

Bertoluzzi Ercole fu Vittorio nato a Belluno il 3 novembre 1906, di professione assistente edile, viene ammesso alla Società il 1 gennaio 1949 e muore nel 1971

Cosmo Giuseppe nato nel 1906, di professione calzolaio, viene ammesso alla Società il 1luglio 1945 e muore nel 1971

Paltani Pietro fu Giovanni, nato nel 1902, di professione muratore, viene ammesso alla Società il 1 gennaio 1931 e muore nel 1971

Rossi Carlo fu Pietro, nato nel 1907, di professione fabbro ferraio, viene ammesso alla Società il 1 luglio 1945 e muore nel 1971

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1 Novembre 1972

Questo mesto giorno e la buona consuetudine tramandataci dai nostri predecessori, ci fa ritrovare qui per una breve sosta, per ricordare quanti ci hanno lasciato nel volgere di questi ultimi mesi e a rivolgere ancora un pensiero alla schiera che va facendosi sempre più numerosa dei soci che riposano nel nostro camposanto. Qui, davanti alle loro tombe, ne rileggiamo i nomi, ne ricordiamo le sembianze, risentiamo la loro voce che spesso si era unita alla nostra nei discorsi di ogni giorno. Sono soci e amministratori che hanno avuto a cuore la nostra Società.

Alle perdite degli anni precedenti, fa seguito la morte di tre nostri soci a cui aggiungiamo, per dovere di riconoscenza, quella della nostra benefattrice sig.ra Bobbio.

Rossi Fortunato meglio conosciuto come il “Togn” di professione giardiniere, Cavaliere di Vittorio Veneto e decorato al Valor Militare. Fu sempre di carattere gioviale e amante della compagnia, tranne negli ultimi anni della sua vita in cui si era un po’ estraniato. E’ morto dopo lunghe sofferenze.

Castelli Mario classe 1895, Cavaliere di Vittorio Veneto, era uno dei dipendenti più anziani della tranvia. Nel corso della sua vita era stato più volte colpito da dolorosi lutti familiari; anche lui fu per lungo tempo sofferente.

Pera Carlo classe 1909, era meccanico ora fonditore e lavorò per molti anni ad Intra. Fu anche consigliere della Società. Lo scorso anno era stato duramente colpito dalla morte di un giovane figlio. Certamente questo dolore ha contribuito ad abbreviare la sua laboriosa esistenza e la morte lo ha colpito improvvisamente mentre si trovava a Macugnaga per un po’ di meritato riposo.

Vogliamo ora rivolgere un pensiero anche alla nostra benefattrice, sig.ra Bobbio, che per anni, unitamente al marito,generosamente aiuta la Società in ricordo del figlio Mario, morto giovanissimo in campo di prigionia. Anche lei, come il marito, pur non essendo nostra concittadina, ha preferito scegliere come ultima dimora la quiete del nostro camposanto ed ora riposa in pace insieme ai nostri soci. Ai suoi familiari ed a quelli dei nostri soci rinnoviamo le espressioni del nostro cordoglio, ne assicuriamo il ricordo unitamente a tutti i defunti che ciascuno di noi ricorda in questi giorni a loro dedicati.

Rossi Fortunato fu Antonio (detto Togn), nato nel 1897, di professione giardiniere, era stato ammesso alla Società il 1 gennaio 1931 ed è morto nel 1972

Castelli Mario  fu Enrico, nato nel 1895, di professione tramviere, era stato ammesso alla Società il 1settembre 1912 ed è morto nel 1972

Pera Carlo fu Giovanni, nato il 22 agosto 1903, di professione meccanico e fonditore, era stato ammesso alla Società il 23 giugno 1927 ed è morto nel 1972

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1 Novembre 1973

La vita di ogni giorno, con i suoi problemi, i suoi affanni e le molte distrazioni di ogni genere, ci porta sovente a dimenticare la dura realtà della morte. Questo nostro ritrovarci qui ogni anno nel giorno dedicato al ricordo dei defunti offre l’occasione a ciascuno di noi di dimenticare per alcuni momenti quotidiane preoccupazioni perché qui, vicino ai nostri morti, a tante persone che abbiamo conosciuto e frequentato forse per anni, ci viene spontaneo pensare che anche la nostra vita avrà un termine e che dunque vano è preoccuparsi troppo di tante cose che un giorno dovremo pur abbandonare. Questo pensiero salutare potrebbe renderci più buoni, più tolleranti e comprensivi gli uni verso gli altri , più capaci di tradurre in pratica quella solidarietà che è sempre stata, ed ancora lo è, uno degli scopi della nostra Società. Questa solidarietà è anche il breve omaggio che vogliamo tributare a tutti i nostri soci defunti ed in particolare a quelli che ci hanno lasciato in questi ultimi tempi. Sono due, ed entrambi membri del consiglio di amministrazione.

Barcellini Alberto morto il 31 gennaio. Il padre proveniva dalla zona di Borgomanero. Fino a qualche anno fa ha esercitato il commercio della carne. Il suo carattere generoso e buono era nascosto da una apparente rudezza. In consiglio dava l’apporto della sua esperienza.

Giroldini Giovanni repentinamente scomparso il 7 aprile a soli 49 anni. Il nonno paterno era originario dell’Ossola e nella seconda metà del secolo scorso si era stabilito a Suna dove, in seguito, aveva aperto una tipografia. Anche il padre era stato socio consigliere. Ricopriva la carica di segretario ed era molto attivo in ogni manifestazione della Società ed in particolare delle feste campestri di cui era l’animatore. Dinamico e generoso dava la sua collaborazione a diversi sodalizi ed era presidente anche del “comitato del carnevale” di Pallanza. Buono e gioviale non negava mai il suo apporto fattivo da chiunque venisse richiesto. La sua immatura e repentina scomparsa ha suscitato in quanti lo conoscevano costernazione e rimpianto.

Ai famigliari dei nostri due consiglieri rinnoviamo pertanto il cordiglio per la loro dipartita, assicurando per essi un duraturo ricordo. A tutti i nostri soci e benefattori qui sepolti vada il nostro pensiero.

Barcellini Alberto fu Giuseppe, nato  nel 1901 di professione macellaio, era stato ammesso alla Società il 1 gennaio 1931 ed è morto il 31 gennaio 1973

Giroldini Giovanni fu Luigi (socio consigliere morto il 27 dicembre 1941)  nato il 26 gennaio 1924, di professione tipografo, era stato ammesso alla Società il 1 gennaio 1954 ed è morto il 7 aprile 1973

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1 Novembre 1974

Giusto e doveroso è l’impegno che ogni anno ci porta a ritrovarci qui in questo triste giorno, per unirci ancora una volta, col pensiero e con il ricordo, a coloro che prima di noi si sono incamminati verso l’eternità, lasciando un vuoto tra le nostre file. Fin dalla fondazione della Società, quasi cento anni or sono, era stato stabilito di ritrovarsi in paese, ogni anno, al 1 novembre, muoversi insieme verso il camposanto e qui sostare reverenti ed ancor più affratellati davanti alle tombe dei nostri cari: soci, parenti e conoscenti.

Dobbiamo essere grati ai nostri predecessori per questa loro iniziativa che noi dobbiamo e vogliamo continuare. Essi ci hanno lasciato un esempio di vita laboriosa e dura, non priva di sacrifici e di rinunce e senza aiuti da nessuno, che li ha spinti ad unirsi in un fraterno mutuo soccorso. Nel nostro emblema, le due mani che si stringono, ci parlano di questa solidarietà che, se non è più materiale a causa dei tempi mutati, potrà essere pur sempre morale, al di sopra delle differenze di età e di pensiero che possono esserci tra di noi.

Quest’anno sono due i soci che ci hanno lasciato:

Rodari Alessandro nato nel 1898, I suoi genitori erano originari della sponda lombarda del lago. Dettero vita ad una famiglia di ben 10 figli, dei quali alcuni emigrati all’estero. Era una figura caratteristica con la sua fluente bianca capigliatura. Lo scorso anno la morte era stato duramente colpito dalla morte della moglie.

Picchetti Luigi nato nel 1904. Anche la sua famiglia si era stabilita a Suna da un paese della sponda lombarda. Era stato per molti anni dipendente della tramvia. Tipo semplice e gioviale fu amante della lieta compagnia fin quando la malattia, già da parecchi anni, non l’aveva costretto in casa.

Ricordiamo anche la morte, avvenuta proprio in questi giorni, della moglie del compianto presidente Zucchinetti Giovanni che guidò con zelo il nostro sodalizio. Deceduto nel 1960 ancora vive in noi il suo ricordo per quanto egli aveva operato per la nostra Società. A Lui, uniamo nel ricordo e nel rimpianto tutti gli altri nostri soci defunti e rinnoviamo alle famiglie dei due recenti scomparsi, le nostre più vive condoglianze.

Rodari Alessandro fu Giorgio, nato il 27 aprile 1898, di professione manovale, era stato ammesso alla Società il 13 febbraio 1936 ed è morto nel 1974

Pichetti Luigi  nato il 15 marzo 1904, di professione operaio, era stato ammesso alla Società il 1 agosto 1950 ed è morto nel 1974

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1 Novembre 1975

Alle numerosissime persone che ogni anno in questo particolare giorno si recano nei cimiteri, sia delle grandi città che dei piccoli e sperduti paesi, ci uniamo anche noi per una breve sosta che ci offre l’occasione di dimenticare per alcuni momenti gli affanni e le preoccupazioni di ogni giorno per una salutare riflessione sulla vanità delle cose e sulla brevità dell’esistenza umana. Troppo spesso dimentichiamo che il nostro viaggio è breve e la fine di esso giunge inesorabilmente e spesso inaspettatamente. Se il pensiero della morte fosse più presente negli uomini, non assisteremmo a tanti fatti di sopraffazione e di violenza che travagliano l’umanità, ma consapevoli del nostro comune destino saremmo più tolleranti gli uni verso gli altri, più generosi e più solidali, come si conviene tra compagni di un viaggio che ha per tutti la stessa meta. E sono proprio due i nostri soci che quest’anno sono giunti al termine del loro cammino che noi vogliamo oggi ricordare insieme a tutti gli altri che qui o altrove riposano.

Dalla Savina Arturo il più anziano nostro socio è morto il 24 marzo a 92 anni. Cremonese di origine si era trasferito a Suna con la famiglia nel 1925 e in un periodo di grave crisi economica ha dovuto inserirsi nel nostro paese, non senza difficoltà. Di professione sarto, uomo di carattere allegro, incline allo scherzo e al lieto conversare. Malgrado la sua età avanzata partecipava con entusiasmo al nostro pranzo sociale ed anche lo scorso anno era con noi.

Zaretti Nando (come tutti lo chiamavano) era nato nel 1900; apparteneva ad una famiglia di artigiani idraulici ed egli stesso lavorò nella sua bottega fin oltre i 60 anni: da poco stava godendo del meritato riposo quando fu colpito da una grave infermità che limitò molto la sua attività. Contro questa infermità lottò a lungo con alterni periodo di gravità e di stasi fin quando il male prese definitivamente il sopravvento. Pur essendo amante della compagnia e dei lieti conviti dai suoi discorsi traspariva spesso una nota di pessimismo e di polemica, aggravata dalla perdita della moglie dopo solo pochi anni di matrimonio e, in questi ultimi anni, dalla malattia. Era stato consigliere della Casa del Popolo e della Unione sportiva.

Ai familiari dei nostri due soci rinnoviamo le nostre condoglianze. A tutti i nostri morti qui sepolti vada il nostro reverente pensiero.

Dalla Savina Arturo nato nel 1883, di professione sarto, era stato ammesso alla Società il 1 gennaio 1931 ed è morto il 24 marzo 1975

Zarettti Ferdinando (detto Nando) nato il 17 aprile 1900, di professione idraulico, era stato ammesso alla Società il 1 luglio 1949 ed è morto nel 1975

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1 Novembre 1976

E’ un anno particolare questo in cui ci prepariamo a celebrare il centenario di fondazione della nostra Società. Scorrendo il vecchio libro dei soci si leggono i nomi dei nostri 83 fondatori che il 3 giugno 1977 diedero vita a questo sodalizio al quale anche noi ci onoriamo di appartenere. Sono vecchi cognomi sunesi come Rossi, Spadacini, Rattazzi, Fattalini, Buscaglia, Dignola. Alcuni sono giunti sino a noi, altri invece sono estinti nel corso di questi 100 anni. Il primo presidente fu Rossi Alberto fu Antonio (e faceva il sostraio) ed il segretario Agnisetta Annibale. Dopo di loro molti altri svilupparono questo sodalizio con attività ed impegno fino a Giovanni Zucchinetti che riposa qui vicino ed è ancora ben presente nella nostra memoria. Sono stati questi nostri predecessori che ci hanno tramandato questa lodevole usanza di ritrovarci qui insieme in questo particolare giorno, per ricordare i soci defunti e richiamare alla mente la loro personalità. Quest’anno ricordiamo:

Bariatti Gaudenzio nato nel 1921 e originario di Rovegro. Faceva il falegname ma una grave infermità, che lo aveva colpito ancora nel fiore degli anni, l’aveva costretto a rallentare la sua attività ed allora poteva intrattenersi volentieri in conversazione con i suoi conoscenti, per commentare i più svariati avvenimenti. Riposa nel cimitero di S. Martino.

Zanotti Carlo di anni 82, Cavaliere di Vittorio Veneto, nativo di Pallanza si era stabilito a Suna dopo il matrimonio. Artigiano idraulico, sebbene anziano lavorò sempre e lo si vedeva sovente passare per il paese in bicicletta e con i suoi arnesi. Di carattere chiuso e non molto socievole era tuttavia circondato dall’affetto della famiglia e dei molti nipoti.

In questo 100° di fondazione della Società il nostro pensiero reverente vada in particolare ai soci fondatori che in tempi ben più duri degli attuali, hanno sentito il dovere della solidarietà. I sentimenti di fratellanza e di solidarietà che li hanno ispirati nella loro opera non sono superati. Essi appartengono a quel patrimonio spirituale che è e deve essere di tutti i tempi e di tutte le età e che ciascuno di noi deve praticare sempre. Solo così saremo i degni continuatori dell’opera da essi iniziata con tanta fede. A tutti i defunti soci e nostri familiari che qui o altrove riposano vada il nostro reverente pensiero e un particolare riconoscente ricordo.

Bariatti Gaudenzio nato il 24 maggio 1922, di professione falegname, era stato ammesso alla Società il 1 gennaio 1966 ed è morto nel 1976

Zanotti Carlo nato nel 1894, di professione lattoniere, era stato ammesso alla Società il 1 gennaio 1948 ed è morto nel 1976

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19 Giugno 1977 Omelia in occasione del Centenario di Fondazione

La nostra Società festeggia oggi il suo centenario di Fondazione e noi, prima di iniziare una lieta giornata sul lago, in fraternità ed amicizia, abbiamo voluto ritrovarci, nel nostro camposanto, per un doveroso e mesto ricordo. Ripensiamo agli 83 soci fondatori che il 3 giugno 1877 diedero vita a questo sodalizio che noi ci proponiamo di continuare. Erano quegli anni ben più tristi degli attuali ed essi hanno sentito il dovere della solidarietà, della fratellanza, del mutuo soccorso per i momenti più tristi della vita quando la malattia o la tarda età ne accrescono i disagi. Pur essendosi diffuse nella società moderna le varie forme di previdenza, i sentimenti che li hanno ispirati nella loro opera non sono superati e anche nel vivere di oggi c’è pur sempre spazio all’opera di generosità e di soccorso del singolo e delle associazioni. Questo patrimonio spirituale è, e deve essere, di tutti i tempi e di tutte le età e fatto proprio da ciascuno di noi.

Insieme ai benemeriti fondatori vogliamo ricordare tutti gli altri Soci ed Amministratori che nel volgere di questi 100 anni hanno costruito la S.O.M.S. di Suna. Uniamo nel ricordo anche gli appartenenti alla società “Fratellanza” che negli anni ’30 si sono uniti alla nostra Società ed un pensiero riconoscente vada anche a tutti i benefattori che spesso, con la loro generosità. hanno aiutato l’attività del sodalizio. Noi vogliamo essere i degni continuatori dell’opera iniziata un secolo fa e rivolgiamo ai giovani un invito a far sempre di più e sempre meglio per una maggiore comprensione e solidarietà umana. Ed infine un sentito ringraziamento a tutte le Società che hanno voluto, attraverso i loro rappresentanti, partecipare alla celebrazione del nostro centenario.”

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1 Novembre 1977

Domenica 19 giugno scorso ci eravamo ritrovati qui insieme, con le delegazioni di altre Società consorelle che avevano partecipato alla nostra festa. La cerimonia di allora voleva ricordare tutti i nostri soci defunti durante i 100 anni di vita del nostro sodalizio ed in particolare i soci fondatori. Anche in questo giorno dedicato al ricordo di tutti i morti vogliamo sostare un momento nel nostro camposanto per ricordare insieme i cinque soci che sono mancati in questi ultimi 12 mesi e, fra questi, anche il nostro Presidente Nino Spadacini. Vogliamo ricordarli insieme uno ad uno per averli ancora una volta in mezzo a noi come lo furono in passato particolarmente in questo giorno, unendoli alla schiera che si va facendo sempre più numerosa, di tutti gli altri.

Bovia Rino sunese di nascita, di professione stuccatore; lavorò anche in Svizzera. Alcuni anni fa aveva dovuto sottoporsi ad una delicata operazione chirurgica dopo la quale si era alquanto rimesso, ma il male prese infine il sopravvento.

Clerici Pietro nato nel 1924, deceduto il 6 gennaio scorso. La sua famiglia si era stabilita a Suna per gestire una panetteria. Ammalato da molti anni, aveva avuto periodi di sensibile miglioramento che gli avevano consentito di riprendere il lavoro. Era socievole e amante della compagnia.

Spadacini Giuseppe del 1889, chiamato “Nan”. Bravo muratore, di carattere espansivo e loquace. Da parecchi anni l’infermità lo aveva costretto a casa.

Garofano Carlo nato nel 1892 era Cavaliere di Vittorio Veneto ed aveva partecipato anche alle operazioni per la conquista della Libia nel 1911. Pallanzese di nascita si era trasferito a Suna dopo il matrimonio ed aveva gestito per molti anni l’osteria “La Trinità”. Di carattere molto espansivo ed ilare, durante i carnevali non disdegnava di apparire in veste di macchietta a rallegrare le compagnie con le sue trovate amene. In seguito ad un intervento chirurgico aveva perso l’uso della voce e possiamo immaginare quanto ciò sia stato doloroso specialmente per lui. Per oltre 30 anni fu Consigliere della nostra Società e anche, per parecchi, della Casa del popolo.

Spadacini Nino nostro presidente dall’inizio dell’anno è deceduto lo scorso 16 settembre a solo 55 anni. Di padre sunese, la madre invece era di Premosello. Nato a Suna era emigrato in Francia con i suoi familiari per rientrare poi in paese negli anno ’30. Fin dalla giovane età dovette occuparsi della famiglia essendo la mamma ammalata per lunghi anni. Partecipò all’ultima guerra e visse per alcuni anni in prigionia. Al ritorno non trovò più la mamma che era morta senza sapere se il figlio fosse ancora vivo. Lavorò nel settore elettrico ed era da alcuni anni in pensione. Lascia nel profondo dolore il figlio Piero e la moglie che molto lo ha assistito e confortato.

Un ultimo pensiero di ricordo vada anche al nostro parroco don Antonio Vandoni che per circa 20 anni ha retto la parrocchia di nostro paese con bontà e semplicità. Rinnoviamo alle famiglie dei soci defunti le nostre espressioni di cordoglio e di rimpianto per coloro che non sono più in mezzo a noi se non nel ricordo più vivo.

Bovia Rino di Giacomo, nato il 25 marzo 1905, di professione stuccatore, è stato ammesso alla Società il 23 giugno 1927 ed è morto nel 1976.

Clerici Pietro di Giovanni, nato il 24 gennaio 1924, di professione panettiere, è stato ammesso alla Società il 1 marzo 1944 ed è morto il 6 gennaio 1977.

Spadacini Giuseppe detto “Nan” di Giovanni, nato il 19 agosto 1889, di professione muratore, è stato ammesso alla Società il 1 gennaio  1931 ed è morto nel 1977.

Garofano Carlo di Antonio, nato il 3 agosto 1892, di professione fabbro poi oste, è stato ammesso alla Società il 23 giugno 1927 ed è morto nel 1977.

Spadacini Giovanni detto Nino, nato il 15 gennaio 1922, di professione elettricista ENEL  è stato ammesso alla Società nel 1969 e presidente della Società dal 1 gennaio 1977, è morto il 16 settembre 1977.

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1 Novembre 1978

Alle moltissime persone che ogni anno , in questo giorno particolare, si recano nei cimiteri di città e paesi, ci uniamo anche noi, per una breve sosta che ci offre l’occasione di dimenticare per alcuni momenti le preoccupazioni di ogni giorno, per una salutare riflessione sulla vanità delle cose e sulla brevità dell’esistenza umana. Troppo spesso dimentichiamo che il nostro viaggio è breve e la fine di esso giunge inesorabilmente e spesso inaspettatamente. Se il pensiero della morte fosse più presente nell’uomo non assisteremmo a tanti fatti di odio, di sopraffazione e di violenza che travagliano l’umanità, ma consapevoli del nostro comune destino saremmo più tolleranti gli uni verso gli altri, più generosi e più solidali come si conviene tra compagni di viaggio che ha per tutti la stessa meta. Sono tre i nostri soci che quest’anno sono giunti al termine del loro cammino:

Silvestri Lorenzo chiamato “Bigio”. La notizia della sua morte improvvisa ci è giunta mentre eravamo riuniti qui per questa consueta commemorazione il 1° novembre dell’anno scorso. Nato a Pallanza, dopo il matrimonio si era stabilito a Suna. Apparteneva ad una famiglia numerosa e due suoi fratelli erano morti nella guerra ‘15-’18 alla quale aveva partecipato anche lui. Si interessava alla vita della Società partecipando alle assemblee.

Rodari Ernesto morto il 1° dicembre, era il nostro socio più anziano avendo 88 anni. I suoi genitori erano originari della sponda lombarda del lago e dettero vita ad una famiglia di ben 10 figli dei quali alcuni emigrati all’estero. Di professione muratore, aveva lavorato in Francia anche lui e aveva partecipato alla Grande Guerra come bersagliere.Rimasto solo per aver perso la moglie da oltre 20 anni non si era chiuso in se stesso ma si trovava volentieri con gli altri ed aveva cura della sua persona.

Spadacini Cesare chiamato “Ginin” nato nel 1899 e chiamato alle armi nel 1917 a soli 18 anni come Alpino. Era di famiglia sunese ed il padre era stato guardia comunale nel Comune di Suna (e i più anziani tra noi lo ricordano bene…) Di professione giardiniere era di carattere chiuso e la morte della moglie, avvenuta alcuni mesi prima, l’aveva reso più triste e solitario. Appassionato cacciatore, lo si vedeva portare a spasso il cane fin che le condizioni di salute glielo hanno permesso.

Ricordiamo anche la moglie del nostro presidente,  defunto lo scorso anno, Spadacini Nino, che dopo averlo amorevolmente assistito nella sua malattia, è andata a raggiungerlo pochi mesi dopo.Alle famiglie di questi soci che abbiamo voluto ricordare per mantenere viva una antica e cara consuetudine della nostra Società, rinnoviamo le nostre condoglianze e li uniamo nel ricordo di tutti i nostri familiari defunti.

Silvestri Lorenzo, detto “Bigio” di Luigi,  nato nel 1898, di professione filatore, è stato ammesso alla Società il 1 luglio 1945 ed è morto il 1 novembre 1977

Rodari Ernesto nato nel 1889, di professione muratore, è stato ammesso alla Società il 1 ottobre 1929 ed è morto il 1 dicembre 1977

Spadacini Cesare, detto “Ginin”, di Luigi, nato il 14 gennaio 1899, di professione giardiniere, è stato ammesso alla Società il 1 luglio 1943 ed è morto nel 1978

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1 Novembre 1979

Il ritrovarsi insieme nel nostro camposanto in questo giorno dedicato al ricordo dei nostri morti, ci porta quest’anno alla commemorazione di ben sette soci, alcuni dei quali erano con noi lo scorso anno per questa buona e antica consuetudine.

Dignola Vittore chiamato “Ginin” morto il 15 novembre a 67 anni. Era di famiglia sunese. Gli era morto il padre quando era ancora in giovane età e aveva perso l’unico fratello nell’ultima guerra. Alla morte della mamma si era ritrovato solo e negli ultimi anni della sua vita la solitudine lo rattristava sebbene fosse moralmente ed affettuosamente sostenuto da parenti e amici. Per il suo carattere mite era ben voluto da tutti.

Galli Emilio nato nel 1893, Cavaliere di Vittorio Veneto, apparteneva ad una famiglia di artigiani e lui stesso lo era stato per molti anni. La sua vita era stata provata dal grande dolore per la morte dell’unica figlia giovinetta. L’affettuoso ricordo della figlia lo portava a recarsi ogni giorno al cimitero e, in seguito, univa nel ricordo anche la moglie, nel frattempo scomparsa. Rimasto solo in età avanzata ha vissuto per alcuni anni in una casa di riposo a Cannobio dove è deceduto.

Sassi Pietro morto il 3 marzo a 70 anni. Di professione fabbro era stato per molti anni consigliere della nostra Società, sempre presente alle riunioni. Riservato e laborioso amava la sua famiglia che era stata rallegrata da alcuni mesi dalla nascita di un nipotino che avrebbe visto crescere con grande gioia se non lo avesse colpito una morte inaspettata.

Costantini Arnaldo Una improvvisa e immatura morte ha stroncato il 6 maggio la sua giovane vita, a soli 36 anni. Era da poco tempo socio del nostro sodalizio e la sua scomparsa ha profondamente colpito tutti noi. Appassionato giocare di “bocce”, proprio durante la partecipazione ad una gara fu colpito dalla morte.

Spadacini Abramo di famiglia sunese aveva perso il padre in giovane età; la mamma fu per molti anni addetta alla distribuzione della posta e molti di noi la ricordano.Col suo impegno e la sua capacità aveva potuto svolgere un lavoro di impiegato presso la tramvia. Era stato anche, per molti anni, tesoriere della nostra società, contabile della Casa del Popolo e segretario dell’asilo, attendendo con zelo e precisione a tutti questi incarichi, fino a quando fu colpito da una infermità che andò progressivamente aggravandosi nel corso di alcuni anni, portandolo alla morte, avvenuta il 24 luglio.

Monico Enrico era di Cavandone; nato nel 1911 fu combattente in Africa Orientale e decorato al valore. Di professione muratore, una grave malattia a decorso progressivo, l’aveva costretto a subire l’amputazione delle gambe ed a sopportare a lungo gravissime sofferenze morali e fisiche.

Fattalini Alfonso chiamato “Funzin” morto il 22 settembre. Abitava alla riviera, verso Fondotoce, ed apparteneva ad una antica famiglia del nostro paese. In gioventù aveva lavorato nel Canton Ticino ed in seguito si era occupato della Colonia Motta. Era buono e socievole ed amava trascorrere in compagnia il suo tempo libero fino al sopraggiungere della grave malattia.

Alle famiglie di questi nostri soci che oggi abbiamo voluto commemorare, rinnoviamo i sentimenti del nostro cordoglio per la loro dipartita e uniamoli nel ricordo a tutti gli altri che li hanno preceduti e a tutti i nostri familiari che qui riposano in pace.

Dignola Vittore detto Ginin di Stefano, nato il 11 ottobre 1911, di professione Operaio, , è stato ammesso alla Società il 1 luglio 1945 ed è morto il 15 novembre 1978

Galli Emilio di Giovanni nato nel 1994, di professione Stuccatore, , è stato ammesso alla Società il 1 gennaio 1931 ed è morto nel 1979

Sassi Pietro (Pierino) di Isidoro, nato nel 1908, di professione Stuccatore, è stato ammesso alla Società il 8 giugno 1927 ed è morto il 3 marzo 1979

Costantini Arnaldo, nato nel 1943, morto il 6 maggio 1979

Spadacini Abramo nato il 2 settembre 1906, di professione Impiegato della tramvia, è stato ammesso alla Società il 15 agosto 1952 ed è morto il 24 luglio 1979

Monico Enrico di Costantino, nato nel 1911, di professione Muratore, è stato ammesso alla Società il 1 luglio 1945 ed è morto nel 1979

Fattalini Alfonso fu Alfonso, nato il 27 settembre 1902, di professione Muratore, è stato ammesso alla Società il 1 settembre 1949 ed è morto il 22 settembre 1979

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1 Novembre 1980

Triste è il giorno e triste è il luogo ove siamo soliti ritrovarci ogni anno in assemblea per ricordare chi non è più con noi, chi nel corso di questi ultimi 12 mesi la morte ha rapito agli affetti familiari ed alla nostra società.

Spadacini Giovanni morto il 28 marzo a 76 anni. Era muratore ma un incidente sul lavoro l’aveva costretto ad una lunga, dolorosa inattività e non era guarito completamente alternando periodi di buona salute ad altri di sofferenza. Fu consigliere della nostra società per molti anni e poi vicepresidente fino al 1977, rinunciando a questo incarico che sapeva ben assolvere perché la salute andava peggiorando. Molto zelante partecipava attivamente alle iniziative della Società ed era anche di sprone agli altri amministratori. Lo scorso anno era ancora qui con noi in questa ricorrenza. Nella sua gioventù era stato appassionato sportivo ed ancora amava discutere dei vari avvenimenti sportivi.

Rattazzi Renzo nato nel 1892 di famiglia sunese, era stato dipendente della Tramvia Intra-Omegna. Da parecchi anni abitava a Pallanza. Un incidente stradale e varie malattie avevano angustiato la sua vita di pensionato già duramente provata dalla perdita immatura del figlio. Pur non potendo partecipare, si interessava dell’attività del nostro sodalizio.

Manzini Pietro sebbene di Fondotoce era iscritto alla nostra Società, come lo era stato il padre, nativo di Cavandone, ed il nonno. Da poco tempo aveva smesso di gestire il ristorante di sua proprietà quando la morte lo colse improvvisamente il 10 maggio.

Galli Lino la sua morte improvvisa e tragica ha impressionato tutti noi! Di ritorno dal lavoro, la mattina del 23 ottobre è stato travolto da una macchina qui a pochi passi da questo cimitero. Era giunto dal mantovano dopo la guerra e si era subito ben ambientato a Suna dove era molto ben voluto perché socievole e di buona compagnia. Entrato nella nostra Società, partecipava alle sue manifestazioni sempre disponibile per qualunque lavoro occorresse, gioviale e sorridente. Era anche consigliere della Casa del Popolo. Ai familiari, così duramente colpiti, esprimiamo il nostro sentito cordoglio.

Vogliamo ricordare in questa occasione il cav. Sisi Umberto che, pur non essendo socio, in varie occasioni aveva dimostrato il suo interessamento per la soluzione di qualche nostro problema.  Ancora una volta il pensiero di questi nostri cari defunti ci sia di sprone a continuare insieme, in fratellanza e solidarietà, il cammino che ci resta da percorrere, lungo o breve che esso sia ancora. A tutti i familiari afflitti per la dipartita dei loro cari, rinnoviamo le nostre sentite condoglianze.

Spadacini Giovanni di Pietro, nato il 11 novembre 1904, di professione Muratore, è stato ammesso alla Società il 10 settembre 1931 ed è morto il 28 marzo 1980

Rattazzi Renzo fu Giuseppe, nato nel 1891, di professione Tranviere, è stato ammesso alla Società il 1 gennaio 1931 ed è morto nel 1980

Manzini Pietro, nato nel 1909, di professione meccanico e poi ristoratore, è stato ammesso alla Società il 1 luglio 1953 ed è morto il 10 maggio 1980

Galli Lino  nato il 25 ottobre 1922, di professione Operaio, , è stato ammesso alla Società il 1 gennaio 1965 ed è morto il 23 ottobre 1980

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1 Novembre 1981

Alle molte persone che ogni anno, in questo giorno particolare, si recano nei cimiteri di città e paesi, ci uniamo anche noi, per una breve sosta qui nel nostro camposanto, per ricordare coloro che abbiamo conosciuto a ed amato: familiari, amici e soci del nostro sodalizio. Occupazioni e preoccupazioni troppo spesso ci fanno dimenticare che il nostro viaggio è breve e la fine di esso giunge inesorabilmente e spesso inaspettatamente. Se il pensiero della morte fosse più presente in tutti noi ci sarebbero meno odio, sopraffazione e violenza perché consapevoli del nostro comune destino saremmo più tolleranti gli uni verso gli altri, più generosi e più solidali come si conviene tra compagni di viaggio che ha per tutti la stessa meta. Per mantenere fede ad una ormai lunga consuetudine della nostra Società vogliamo ricordare, oggi in modo particolare, i due nostri soci che quest’anno sono giunti al termine del loro cammino terreno.

Pera Francesco nato a Suna nel 1897, non è sepolto qui ma nel lontano Belgio, dove era emigrato da molti anni e lì residente con la famiglia ed i fratelli. Suo padre Beniamino fu nostro socio anziano ed è deceduto ultranovantenne nel 1967, anche lui lontano dal paese natio.

Del Ponte Giulio era nato nel 1917 ed apparteneva ad una famiglia numerosa trasferitasi a Suna agli inizi degli anni ’30. Erano gli anni in cui si sentivano particolarmente le difficoltà economiche e la sua giovinezza non fu priva di incertezze. Prestò servizio militare come artigliere alpino per tutta la durata della guerra ed al momento dell’armistizio si trovava in Montenegro e col suo reparto contribuì alla formazione della divisone Garibaldi che combatté a fianco dei partigiani iugoslavi. Partecipò anche alla battaglia per la liberazione della capitale Belgrado e per questo fu decorato al “valore militare”. Era molto unito alla sua famiglia e particolarmente affezionato ai suoi nipotini. Buono e socievole partecipava sempre alle attività della nostra Società ed era molto attivo nel gruppo Alpini, partecipando con entusiasmo a tutte le manifestazioni. Da alcuni anni non era in buone condizioni fisiche ma non se ne era mai preoccupato molto ed anche negli ultimi tempi aveva preso parte ad alcune manifestazioni dei suoi alpini e partigiani. La morte lo colse dopo pochi giorni di Ospedale il 30 settembre. Ai familiari rinnoviamo l’espressione del nostro cordoglio per la sua dipartita.

Uniamo nel ricordo, insieme a questi due soci che oggi abbiamo voluto commemorare, tutti gli altri nostri  morti, soci e familiari, che qui riposano e noi qui presenti vogliamo continuare insieme, in fratellanza e solidarietà, il cammino che ancora ci resta da percorrere.

Pera Francesco  di Beniamino, nato nel 1897,  di professione Muratore, è stato ammesso alla Società il 1 gennaio 1931 ed è morto nel 1981

Del Ponte Giulio nato nel 1917, di professione Operaio, è stato ammesso alla Società il 1 luglio 1945 ed è morto il 30 settembre 1981

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1 Novembre 1982

Ancora una volta ci ritroviamo nel nostro cimitero in questo mesto giorno dedicato al ricordo di tutti i morti, per continuare la buona consuetudine della nostra Società di ricordare i soci defunti in questo anno. Vogliamo ancora una volta averli qui con noi nel ricordo, insieme richiamarli ad uno ad uno e sentirne la presenza attraverso un breve profilo della loro esistenza terrena.

Scivini Giuseppe nato nel 1911. La morte lo ha colto mentre lavorava al suo ronco in Monterosso il 5 novembre dello scorso anno. Era stato cuoco di professione. Come Alpino aveva partecipato alla guerra d’Etiopia e poi si era fermato laggiù a lavorare; in seguito all’occupazione inglese di quei territori, era stato internato fino al termine della II guerra mondiale. Tornato in Patria aveva lavorato per parecchi anni ad Ivrea ed ultimamente nella nostra città. Di carattere espansivo raccontava volentieri, descrivendole minuziosamente, le vicissitudini della sua vita trascorsa in Africa e altrove. Come socio del nostro sodalizio aveva sempre dato la sua generosa collaborazione alle feste organizzate dalla Società.

Spadacini Francesco chiamato comunemente “Marcel” di professione ramiere, era bravo nell’eseguire lavori artistici, come già lo era stato suo padre. Lavoratore di poche parole, amava stare in compagnia dopo la fatica quotidiana. Aveva avuto la soddisfazione di vedere il figlio continuare la sua attività con ottimi risultati. Una lunga malattia lo aveva colpito da alcuni anni con alterne vicende fino alla dolorosa conclusione della sua morte avvenuta il 25 marzo.

Rossi Dante Nato nel 1909 e morte il 15 aprile di quest’anno, dopo una lunga malattia durante la quale si erano alternati periodi di speranza ad altri di sconforto. Il suo mestiere era stati il tessitore. Negli anni ’30 una ditta di Intra aveva aperto uno stabilimento nella lontana Australia e lui era stato scelto, insieme ad altri, per recarsi laggiù per avviare la lavorazione. In quei tempi era un’esperienza interessante poiché, anche solo per raggiungere l’Australia occorrevano circa due mesi di navigazione. Era poi rientrato in Patria prima della guerra. Come iscritto alla Società partecipava con entusiasmo ad ogni iniziativa essendo amante della compagnia.

Santinato Alfredo è il più giovane dei soci che quest’anno vogliamo commemorare essendo nato nel 1927. Da poco iscritto, era di origine veneta, aveva abitato in Monterosso, poi si era trasferito a Pallanza. Pur essendo ancora giovane era stato colpito da una grave malattia che doveva innanzi tempo sottrarlo alla sua famiglia.

Sassi Aldo nato nel 1915. Floricoltore fin dalla sua prima gioventù, aveva sempre cercato di migliorare le sue conoscenze consultando con molto impegno pubblicazioni, anche straniere, inerenti la sua professione. Aveva imparato da solo alcune lingue, si era fatto una vasta cultura musicale e si teneva aggiornato sui problemi di attualità.Era capo giardiniere a Villa Taranto. Durante la guerra aveva partecipato coi reparti italiani alla liberazione del Nord insieme agli alleati. Cattolico praticante da sempre, fu dirigente dell’Azione Cattolica e nella vita pubblica fu amministratore dell’Opera Pia Rossi, dell’E.C.A. e presidente della nostra Conferenza di S.Vincenzo. Di carattere apparentemente chiuso e schivo, sapeva comunicare con cordialità specialmente con i giovani e ne aveva accolto uno come figlio per assicurargli una famiglia. Esattamente un anno fa, fu colpito da una grave forma di cardiopatia che per lunghi mesi lo aveva costretto all’ospedale e sottoposto ad un delicato intervento chirurgico: quando tutto lasciava ben sperare è sopraggiunta invece la morte.

Albertano Giulio era nato nel 1916 a Briga Novarese. Come chimico aveva lavorato per parecchi anni in Alto Adige a Bolzano. Dopo il matrimonio, nel dopoguerra, si era trasferito qui. Il lavoro in un grande stabilimento, il suo carattere cordiale ma nello stesso tempo deciso nel sostenere i suoi punti di vista, gli avevano procurato molte amicizie e simpatie. Per molti anni fu tesoriere della nostro Società, incarico che svolse sempre con diligenza, dimostrandosi rigidi amministratore del nostro patrimonio. Mentre si trovava in riviera con la moglie Teresa per un periodo di vacanza fu colpito dai primi sintomi del male che dopo pochi mesi doveva portarlo alla morte. A dimostrazione della stima di cui era circondato è stata la immensa partecipazione di sunesi ai suoi familiari nell’aprile di quest’anno. Ora riposa nel cimitero di Briga.

Con profonda tristezza e vivo cordoglio esprimiamo alle famiglie di questi cari defunti le più sentite condoglianze e rivolgiamo ancora un pensiero riverente e commosso a tutti gli altri soci ed amministratori che riposano in pace qui o altrove”.

Scivini Giuseppe  nato il 27 febbraio 1911, di professione cuoco, è stato ammesso alla Società il 1 gennaio 1977 ed è morto il 5 novembre 1981

Spadacini Francesco fu Marcello detto “Marcel”, nato il 12 maggio 1908, di professione ramaio, è stato ammesso alla Società il 1 aprile 1929 ed è morto il 25 marzo 1982

Rossi Dante di Andrea , nato il 11 settembre 1909, di professione tessitore, è stato ammesso alla Società il 1 gennaio  1931 ed è morto il 15 aprile 1982

Santinato Alfredo nato nel 1927 e morto nel 1982

Sassi Aldo di Giuseppe, nato nel 1915, di professione giardiniere, è stato ammesso alla Società in data 1 gennaio 1931 ed è morto nel 1982

Albertano Giulio nato il 3 giugno 1916, di professione impiegato chimico, è stato ammesso alla società il 1 gennaio 1966 ed è morto nel 1982

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1 Novembre 1983

Anno fortunato è stato questo per la nostra Società in cui non abbiamo da lamentare la perdita di nessun socio. E’ un fatto eccezionale che si è verificato solo un’altra volta negli ultimi 20 anni! Pur non avendo soci da commemorare ci ritroviamo qui in questo giorno dedicato al ricordo dei morti, nel nostro cimitero trasformato in un grande giardino fiorito. I più anziani di noi possono constatare quale grande progresso vi è stato ricordando le tombe ornate da piccoli fiori di campo di oltre cinquant’anni fa . Questo sta a dimostrare che pur in un periodo come l’attuale, in un mondo orientato sempre più verso l’egoismo e l’indifferenza, il ricordo dei morti è pur vivo ancora . Vogliamo anche noi ricordare oggi tutti i nostri soci defunti durante gli oltre 100 anni di vita della nostra Società e specialmente coloro che hanno stabilito nello statuto questo omaggio annuale.

Ricordiamo quel don Giancarlo Rolando, coadiutore della nostra parrocchia per molti anni e scomparso prematuramente nel novembre dello scorso anno: riposa nella sua  Prato Sesia. Ricordiamo la mamma del nostro Presidente deceduta da poche settimane ed a Lui esprimiamo il nostro cordoglio. Ricordiamo i morti di questo nostro paese, i nostri famigliari e no ed in particolare modo quelli deceduti improvvisamente e da noi tutti conosciuti. Ricordiamo anche tutte le vittime dei vari conflitti, del terrorismo e delle calamità naturali. A tutti in questo giorno vada il nostro cristiano saluto: riposino in pace!

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1 Novembre 1984

Triste è questo luogo ove siamo soliti ritrovarci ogni anno per ricordare chi non è più con noi, chi nel corso di questi ultimi 12 mesi la morte ha rapito agli affetti familiari ed alla nostra società. Sono cinque i soci che vogliamo commemorare, ricordandoli uno ad uno per averli ancora una volta in mezzo a noi, come lo furono in passato e unendoli alla schiera, che si va facendo sempre più numerosa, di tutti gli altri soci defunti.

Ghidini Giannino nato nel 1919 in provincia di Mantova. Trasferitosi con la famiglia per ragioni di lavoro nel nostro paese si era ben inserito nella nostra comunità iscrivendosi anche a questo sodalizio. Durante l’ultima guerra era stato paracadutusta.

Rattazzi Angelo nato nel 1904 e di famiglia sunese; suo padre fu uno degli 83 soci che nel lontano 3 giugno 1877 costituirono questa nostra Società di Mutuo Soccorso. Lavorando negli alberghi era stato lontano dal paese per lunghi anni, rientrandovi durante la guerra con la sua famiglia. In seguito ad una grave malattia, per oltre 15 anni, le sue precarie condizioni di salute gli causarono sofferenze morali e fisiche. Il 16 maggio la morte poneva fine ad ogni suo patimento.

Dolci Vito nato nel 1935 e morto repentinamente a soli 49 anni per morbo crudele, era di carattere molto socievole, ben apprezzato nel suo lavoro. Appassionato alpinista, sciatore e bravo bocciofilo. La sua morte ha lasciato grande costernazione in quanti lo conoscevano e la grande partecipazione ai suoi funerali ha dimostrato la stima e l’affetto di cui era circondato.

Maestroni Alfredo nato nel 1921 si era stabilito a Suna dopo il matrimonio provenendo da S. Bernardino. Durante la guerra aveva prestato servizio come carabiniere. In questi ultimi anni era andato ad abitare ad Intra ma non aveva dimenticato i vecchi amici sunesi ed ha voluto essere sepolto nel nostro cimitero.

Cova Giuseppe nato nel 1908 e deceduto appena sabato scorso. Proveniente da Madonna di Campagna nei primi anni del suo matrimonio si era stabilito nella fattoria che esisteva sulla cima del Monterosso ed in seguito a Suna. Fu consigliere della Casa del Popolo ed appassionato giocatore di carte.  Da oltre un anno era stato colpito dalla grave malattia che lo ha portato alla morte.

Alle famiglie di questi nostri soci che oggi abbiamo voluto commemorare seguendo una ormai ultracentenaria consuetudine, rinnoviamo i sentimenti del nostro cordoglio per la loro dipartita, unendoli nel ricordo a tutti glia latri soci che li hanno preceduti ed ai nostri familiari ed amici che qui riposano in pace.

Ghidini Giannino  nato il 17 maggio 1919 è morto nel 1984

Rattazzi Angelo fu Battista, nato nel 1904, di professione addetto alberghiero, è stato ammesso alla Società il 1 agosto 1946 ed è morto nel 1984

Dolci Vito nato il 28 dicembre 1935, è stato ammesso alla Società il 1 gennaio 1977 ed è morto nel 1984

Maestroni Alfredo nato il 23 agosto 1921, è stato ammesso alla Società il 1 gennaio 1977 ed è morto nel 1984

Cova Minotti Giuseppe fu Carlo, nato nel 1908, di professione operaio, è stato ammesso alla Società il 1 luglio 1945 ed è morto nel 1984

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1 Novembre 1985

Anche quest’anno siamo venuti a rendere omaggio alla memoria dei soci defunti e a quanti abbiamo conosciuto ed hanno camminato con noi, i nostri familiari e gli amici che ora riposano qui. Siamo venuti tutti insieme con la nostra bandiera, abbiamo attraversato le vie del nostro paese nella sola occasione che ci trova riuniti abbastanza numerosi, seguendo l’esempio di coloro che lo hanno fatto prima di noi per molto tempo, ma purtroppo tutti gli anni qualcuno viene a mancare e ci auguriamo che aumenti nel nostro sodalizio la partecipazione dei giovani perché questa buona tradizione possa continuare. Vogliamo quest’anno ricordare due  soci:

Frattini Giovanni nato nel 1935 si era trasferito a Suna da Bellinzago per svolgere il suo lavoro di portalettere. Per il suo buon carattere si era subito trovato bene nella nuova comunità. Era gioviale, godeva ritrovarsi con il numeroso gruppo di amici che si era fatto, fin quando, colpito da inesorabile malattia, dovette sopportare interventi chirurgici e lunghe degenze in ospedale. Speranze e delusioni hanno segnato la sua vita per diversi anni, confortato dall’affetto e dalle premure della moglie e dei suoi due figli.

Ossola Luigi detto “Gino”. Nato nel 1900. La sua famiglia si era trasferita qui dalla sponda lombarda perché suo padre era scalpellino. Per il suo carattere deciso fin dalla gioventù aveva partecipato alle lotte per il progresso sociale degli operai e nel 1921 partecipò a Milano al congresso per la fondazione del partito comunista. Per le sue idee subì anche violenze da parte  dei fascisti che gli avevano reso difficile vivere in paese per cui si era trasferito a Milano, dove lavorò come tipografo fino alla fine della guerra , partecipando alla resistenza. Tornato a Suna entrò nella vita pubblica come capo sindacalista, consigliere comunale, presidente della Casa del Popolo alla quale era molto legato perché aveva preso parte alla sua costituzione ma si interessava anche dell’andamento della nostra società. Le sue forze declinarono lentamente fino alla morte sopraggiunta dopo mesi di sofferenza.

Vogliamo anche ricordare Rossi Battista  chiamato familiarmente “Cavagnat” per il mestiere esercitato dal padre e che, pur non essendo socio, partecipava sempre a questo ricordo dei morti e anche l’anno scorso era qui con noi. A questi soci che abbiamo commemorato uniamo nel ricordo e nel rimpianto tutti gli altri e rinnoviamo alle famiglie dei più recenti scomparsi le nostre condoglianze.”

Frattini Giovanni nati il 9 settembre 1935, di professione portalettere, è stato ammesso alla Società il 1 gennaio 1966 ed è morto nel 1985

Ossola Luigi fu Giuseppe, detto Gino, nato nel 1900, di professione tipografo, è stato ammesso alla Società il 1 gennaio 1931 ed è morto nel 1985.

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1 Novembre 1986

Anche oggi, come ogni anno, siamo venuti a rendere omaggio alla memoria dei nostri morti, di coloro che ci hanno preceduto ed ai quali ci legano vincoli di parentela, di amicizia, di riconoscenza. Per ciascuno di noi sono nomi, persone, volti, parole che tornano alla mente, che riempiono la memoria dei giorni passati insieme in casa, nel luogo di lavoro e dello svago. Siamo giunti ormai ai 110 anni della nostra Società e in questo particolare giorno non è mai mancato l’omaggio collettivo del nostro sodalizio ai soci deceduti di recente o da più tempo. Una volta tanto possiamo insieme riandare col pensiero ai primi anni di vita di questa Società Operaia e possiamo immaginare quale aspetto presentava il nostro camposanto agli occhi di chi partecipava a questa mesta cerimonia: tumuli modesti ornati di fiori semplici coltivati nei propri giardini o orti, pochi i monumenti, molte le semplici croci di legno. Ora invece è ben diverso ciò che noi abbiamo davanti: su ogni tomba una profusione di fiori che rendono il camposanto simile ad un giardino e tanti monumenti anche pregevoli,che testimoniano il progresso della comunità e come sia ancora molto vivo nella nostra gente il ricordo dei morti malgrado l’odierna tumultuosa esistenza, sempre più complicata da ogni genere di avvenimento. Quest’anno ricordiamo un solo socio defunto:

Turri Giuseppe Era nato a Pallanza nel 1921; durante la guerra aveva prestato servizio in marina. Aveva poi svolto la sua attività lavorativa alla Montefibre. Era stato consigliere della Società e sapeva rendersi molto utile nelle nostre manifestazioni per le sue spiccate capacità. Socievole con tutti e nonno affezionato! Da qualche anno, però, forse per l’insorgere della malattia, si era un po’ estraniato. Ai familiari rinnoviamo le nostre condoglianze.

Rivolgiamo un pensiero a tutti i nostri morti: familiari, amici e conoscenti che qui o altrove riposano.  Il loro ricordo ci accompagni nella nostra vita quotidiana lungo il cammino che a ciascuno di noi resta ancora da percorrere.”

Turri Giuseppe nato il 27 settembre 1921, è stato ammesso alla Società il 1 gennaio 1967 ed è morto nel 1986

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1 Novembre 1987

Sono trascorsi 110 anni da quando il 3 giugno 1877 venne fondata la nostra Società di M.S.. Gli 83 soci fondatori hanno voluto inserire nel suo statuto la buona consuetudine di rendere omaggio, in questo particolare giorno, ai soci defunti ed è per questo, per continuare questa lodevole tradizione, che ci ritroviamo oggi nel nostro camposanto, in una breve sosta per ricordare coloro che abbiamo conosciuto ed amato: familiari, amici e i nostri soci. Qui davanti alle loro tombe ne rileggiamo i nomi, ne ricordiamo le sembianze,risentiamo la loro voce che spesso si era unita alla nostra nei discorsi di questo giorno. Se, cambiati i tempi, la nostra Società non ha più come scopo principale l’assistenza materiale, tuttavia vuol mantenere il suo ideale di fraternità, di solidarietà, di vicendevole aiuto morale e di questi sentimenti l’odierna commemorazione ne è una concreta manifestazione. Vogliamo perciò ricordare i due soci che quest’anno sono giunti al termine del loro cammino:

Milani Fioravante nato nel 1908, proveniente dal Veneto, si era stabilito a Suna verso la fine degli anni ’30. Aveva rilevato un negozio di parrucchiere ed aveva continuato il suo lavoro che, interrotto durante la guerra quando era stato richiamato, riprese fino ad alcuni anni fa, ritirandosi poi per un meritato riposo. Era qui con noi lo scorso anno, a questa commemorazione ed aveva anche partecipato alla nostra gita sociale a marzo. La morte è giunta quasi improvvisa dopo una breve malattia. Di carattere mite sapeva essere affabile con tutti ed era stimato da quanti lo conoscevano e che sono accorsi numerosi a rendergli l’estremo saluto.

Gianella Bruno nato nel 1917era residente a Suna da diversi anni proveniente dalla provincia di Vercelli. Aveva lavorato come camionista ed anche come ferraiolo per la preparazione del cemento armato. Le sue condizioni di salute lo avevano fatto soffrire per molti anni. Nei periodi in cui il male gli concedeva un po’ di tregua era lieto di passare qualche ora in compagnia, suonando talvolta la sua fisarmonica. Giunto al termine delle sue sofferenze, solo pochi giorni fa lo abbiamo accompagnato in questo camposanto.

Vogliamo ricordare Broggi Armando, scomparso nel maggio scorso, che molti nostri soci hanno conosciuto e stimato capo reparto della tintoria dello stabilimento Montefibre; non era iscritto alla Società ma aveva partecipato alla crociera in occasione del centenario di fondazione. Alla moglie e al figlio, nostro socio, il nostro commosso ricordo.

In questo centodecimo anniversario di fondazione perché non rivolgere un reverente pensiero anche a tutti gli altri soci defunti: alcuni li abbiamo conosciuti, molti altri no, ma prima di noi essi si sono interessati a questa Società, è stata parte della loro vita! Per tutti vogliamo ricordare i soci fondatori, il dott. Garzoli medico del sodalizio per tanti anni e figura caratteristica di dottore che non esiste più, il barbiere Castelli Angelo, segretario preciso e diligente come aveva detto di lui, nel 1953, alla sua commemorazione il presidente Zucchinetti Giovanni che per oltre 40 anni ne ricoprì la carica, con zelo e solerzia, e con essi la lunga schiera di tutti gli altri, vicini o lontani nel tempo. A tutti il nostro ricordo in questo giorno dedicato a chi non è più con noi; alle famiglie dei due soci che abbiamo commemorato le nostre sentite condoglianze.

Milani Fioravante fu Amos, nato il 7 ottobre 1908, di professione barbiere, è stato ammesso alla Società il 1 luglio 1945 ed è morto nel 1987

Gianella Bruno , nato il 20 novembre 1917, di professione camionista, è stato ammesso alla Società il 1 gennaio 1983 ed è morto nell’ottobre del 1987

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1 Novembre 1988

Alle molte persone che ogni anno , in questo giorno particolare,affollano i cimiteri di città e paesi, ci uniamo anche noi, per una breve sosta qui nel nostro camposanto, per ricordare coloro che abbiamo conosciuto a ed amato: familiari, amici e soci del nostro sodalizio. Questo momento di raccoglimento davanti a tante tombe, offre a ciascuno di noi l’occasione di ricordare quello che, troppo spesso, le occupazioni e le preoccupazioni ci fanno dimenticare  che il nostro viaggio è breve e la fine di esso giunge inesorabilmente e spesso inaspettatamente. Se il pensiero della morte fosse più presente in tutti noi ci sarebbero meno odio, sopraffazione e  violenza perché  consapevoli del nostro comune destino saremmo più tolleranti gli uni verso gli altri, più generosi e più solidali come si conviene tra compagni di viaggio che ha per tutti la stessa meta. Per mantenere fede ad una ormai lunga e lodevole consuetudine della nostra Società vogliamo ricordare, oggi in modo particolare, i due nostri soci che quest’anno sono giunti al termine del loro cammino terreno.

Ferrari Mario era nato nel 1934 e la famiglia paterna era originaria della Valle Cannobina. Muratore, come suo padre, ma da qualche anno non si sentiva più in forza per continuare il lavoro, colpito anche da una forma di depressione che lo ha portato ad una morte immatura. Era di carattere buono e socievole e la sua scomparsa ha lasciato in quanti lo conoscevano costernazione e rimpianto.

Madeddu Giovanni nato in Sardegna nel 1925 a apparteneva all’arma dei carabinieri. In servizio nella nostra città, con la sua famiglia si era sistemato a Suna dove ha abitato per diversi anni, ben voluto da quanti lo conoscevano. Da poco si era trasferito a Sant’Anna dove è avvenuta, quasi improvvisa, la sua morte. Anche la sua dipartita ha lasciato molto rimpianto e numerose sono state le persone che hanno partecipato ai suoi funerali accompagnandolo nel nostro camposanto.

Ed ora ancora un pensiero vada a tutti i soci defunti che qui riposano: Il loro ricordo ci sproni a continuare e a ravvivare quei sentimenti di fratellanza che devono unirci tutti nel nostro sodalizio.”

Ferrari Mario  nato il 15 aprile 1934, di professione muratore, è stato ammesso alla Società il 1 gennaio 1972 ed è morto nel 1988

Madeddu Giovanni, nato nel 1925, di professione carabiniere, è stato ammesso alla Società il 1 gennaio 1976 ed è morto nel 1988

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1 Novembre 1989

Primo novembre: è questo il giorno in cui sono moltissime le persone che affollano i vari cimiteri, sia delle grandi città che nei piccoli paesi, per ricordare i defunti, familiari, parenti e amici, per ornare di fiori e di luci le loro tombe, per sostare in raccoglimento. Questa ricorrenza offre anche l’occasione di ritrovarsi, almeno per qualche momento, lontani dalle preoccupazioni quotidiane a ricordare chi se ne è andato prima di noi. Uniamoci anche noi nel ricordo dei nostri cinque soci defunti durante quest’anno e richiamiamoli, seppur brevemente nel ricordo, in mezzo a noi.

Simeoni Ivo nato nel 1937, è il più giovane. E’ deceduto per incidente sul lavoro. La sua famiglia, proveniente dalla Lombardia, si era stabilita a Suna nel primo dopoguerra ed aveva gestito per parecchi anni una sostra. La disgrazia che gli è costata la vita è avvenuta mentre lavorava come camionista alla costruzione della nuova autostrada. E’ sepolto nel cimitero di Pallanza.

Pera Giovanni chiamato “Cici” nato nel 1928 di famiglia sunese. Nella prima giovinezza lavorò ad Intra in un’impresa commerciale ed in seguito a Suna in un’impresa edile, come autista. Da qualche anno si era trasferito ad Unchio con la famiglia ma ora riposa nel nostro cimitero. Era di carattere buono e semplice.

Casaloni Antonio era nato nel 1925. Il padre proveniva dal Monferrato. Forse anche a causa del suo carattere non ebbe mai una vita molto fortunata. Lavorò per alcuni anni alla Montecatini. Rimase solo dopo la morte dei genitori. Occupato per un certo periodo in albergo ma in questi ultimi tempi, fino al raggiungimento della pensione, ebbe occupazioni varie e saltuarie. Colpito dalla malattia, con la perdita quasi totale della vista, malgrado tutte le cure e con alterne vicende, il male proseguì il suo corso. Durante la sua infermità non è stato però solo perché i suoi compagni hanno avuto cura di lui, si sono prodigati per fargli avere l’assistenza necessaria fino alla morte ed anche dopo, come possiamo vedere dalla sua tomba.

Rigazzi Filippo nato nel 1935, si era trasferito a Suna negli anni ’60 per lavorare con il fratello nella gestione di un laboratorio di produzione e vendita di pasticceria. Era molto attivo e con la sua macchina provvedeva alla consegna dei suoi prodotti. Di carattere buono passava i suoi momenti di riposo con gli amici, cordiale e affabile con tutti. La morte lo ha colto improvvisamente.

Anessi Alfredo chiamato familiarmente “Gic” era nato nel 1920. I suoi familiari provenivano dall’altra sponda del lago. Partecipò alla guerra come alpino del Btg. Intra. Lavorò nello stabilimento della Montecatini fino alla pensione. In paese era conosciuto ed ammirato per la sua abilità nel cercare e trovare i funghi. Forte lavoratore amava passare le ore di riposo al circolo in compagnia dei suoi molti amici. La sua morte è avvenuta dopo una lunga lotta contro la malattia.

Ai familiari di questi soci che per un doveroso omaggio abbiamo voluto ricordare, rinnoviamo le nostre condoglianze. A tutti gli altri soci che qui riposano, ai nostri familiari e amici, in questo giorno a loro dedicato vada il nostro cordoglio ed un reverente pensiero.”

Simeoni Ivo nato il 28 maggio 1937, di professione camionista, è stato ammesso alla Società il 1 gennaio 1984 ed è morto nel 1989

Pera Giovanni fu Angelo detto “Cici”,nato il 27 gennaio 1928, di professione autista, è stato ammesso alla Società il 1 gennaio 1966 ed è morto nel 1989

Casaloni Antonio nato il 17 gennaio 1925 è stato ammesso alla Società il 1 gennaio 1983 ed è morto nel 1989

Rigazzi Filippo nato il 14 luglio 1925, di professione pasticcere, è stato ammesso alla Società il 1 gennaio 1970 ed è morto il 29 luglio 1989

Anessi Alfredo detto “Gic”, nato nel 1920, di professione operaio, è morto nel 1989.

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1 Novembre 1990

E’ certamente sembrato breve a tutti noi il tempo trascorso dall’ultima volta che ci siamo riuniti qui per il consueto ricordo dei nostri defunti, ma in un anno così velocemente trascorso ben sei soci ci hanno lasciato e quasi tutti in età non molto avanzata. Alcuni di essi certamente erano in mezzo a noi lo scorso anno per partecipare a questa cerimonia. Qualcuno era vissuto con noi fin dagli anni della fanciullezza, con latri avevamo condiviso momenti lieti di svago e di serenità. Vogliamo ricordarli seppur brevemente, sentirli un’ultima volta in mezzo  a noi prima che il volgere inesorabile del tempo ne allontani la memoria.

Rodari Cosimo conosciuto però come “Tonino” nato nel 1903 da genitori originari della sponda lombarda del lago che dettero vita ad una famiglia di ben dieci figli dei quali alcuni emigrati all’estero ed anche lui era stato per vari anni in Francia dove ora riposano le sue ceneri. Era stato uno dei primi iscritti di Suna al Partito Comunista, alla sua fondazione nel 1922.

Sada Enrico nato a Pallanza nel 1928 si era stabilito a Suna dopo il matrimonio. Pensionato della Montefibre, di carattere molto estroverso e dinamico era sempre tra gli organizzatori di divertimenti specialmente in occasione del carnevale. Nelle ore libere si dedicava alla pittura e aveva allestito anche qualche mostra. Ultimamente, pur già ammalato, aveva dipinto il quadrante dell’orologio del nostro campanile. Già colpito da infarto da diversi anni, un’altra malattia che non perdona, lo ha portato alla morte dopo lunghe sofferenze.

Mantovani Armando nato nel 1933 si era stabilito a Suna alla fine degli anni ’60; dipendente comunale aveva lavorato in questo cimitero; più volte ammalato si è spento prematuramente.

Sassi Paolo nato a Suna nel 1914 era falegname. Come sottufficiale carrista aveva partecipato alla guerra di Spagna, meritandosi la Medaglia d’Argento al Valor Militare sul campo. Negli anni ’44 e ’45 era entrato nella Resistenza nella divisione Valtoce. Chi lo ha conosciuto in gioventù lo ricorda estroverso e bravo ad interpretare personaggi comici nelle recite del circolo; anche ultimamente aveva fatto la comparsa in alcun film girati in zona e ne parlava con entusiasmo. Gli piaceva scrivere poesie e racconti, dipingere e andare a cavallo. La sua morte improvvisa l’11 giugno mentre era in vacanza sulla spiaggia di Diano Marina ha suscitato molta impressione in coloro che lo conoscevano ancora in buona salute ed esuberante. Ultimo di cinque fratelli, ormai tutti defunti.

Archesso Gelindo nato nel 1916 era venuto dal Veneto con la famiglia negli anni ’50. Dopo un periodo di difficoltà per sistemarsi era stato assunto come messo comunale. In seguito si era trasferito a Pallanza ma non aveva dimenticato il nostro paese e lo si vedeva sovente nei giorni festivi alla Casa del Popolo per giocare a carte. Era affezionato alla nostra Società ed anche l’anno scorso. pur già sofferente, era qui con noi per questa consueta commemorazione.

Spinello Dorindo è proprio di questi giorni la sua scomparsa, il socio più giovane tra quelli che ricordiamo quest’anno. Era nato a Suna nel 1936, di famiglia veneta e di professione panettiere. Era stimato da tutti per la sua bontà e disponibilità a lavorare per la buona riuscita delle varie feste alla Casa del Popolo. La sua salute da un po’ di tempo andava declinando ma non si pensava che la morte fosse così vicina. Molti hanno partecipato al funerale per dimostrargli stima ed affetto. Riposa nel cimitero di Pallanza.

Ai familiari di tutti questi nostri soci rinnoviamo il nostro cordoglio per la loro dipartita e a tutti gli altri soci qui sepolti o altrove vada il nostro pensiero. Riposino in pace.

Rodari Cosimo Antonio fu Giorgio detto “Tonino”, nato il 12 maggio 1903, di professione muratore, è stato ammesso alla Società il 1 luglio 1948 ed è morto nel 1990

Sada Enrico nato l’8 giugno 1928, di professione impiegato, è stato ammesso alla Società il 1 gennaio 1978 ed è morto il 6 marzo 1990

Mantovani Armando nato il 17 febbraio 1933, di professione dipendente comunale, è stato ammesso alla Società il 1 gennaio 1978 ed è morto nel 1990

Sassi Paolo di Isidoro, nato il 1 luglio 1914, di professione falegname, è stato ammesso alla Società il 1 gennaio 1932 ed è morto il 18 giugno 1990

Archesso Gelindo nato il 16 gennaio 1916, di professione messo comunale, è stato ammesso alla Società il 1 gennaio 1958 ed è morto nel 1990

Spinello Dorindo, nato il 2 giugno 1936, di professione panettiere, è stato ammesso alla Società il 1 gennaio 1968 ed è morto il 21 ottobre 1990

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1 Novembre 1991

Sono passati 114 anni dalla fondazione di questa Società Operaia che nel suo statuto aveva stabilito di ricordare qui ogni anno, in questo particolare giorno, i suoi soci defunti. Così è sempre stato fatto, anno dopo anno, e anche noi ci ritroviamo qui oggi per mantenere fede a questo impegno assunto e sempre mantenuto da chi ci ha preceduto e vogliamo ancora una volta sentir presente in mezzo a noi quei soci che in questi mesi trascorsi sono morti e riposano in questo camposanto.

Marchionini Italo era nato nel 1928; i suoi genitori erano originari di Cossogno; suo padre fu un bravo muratore ed esperto agricoltore. Italo, operaio alla Montefibre, abitava in Monterosso e col suo lavoro, dopo quello della fabbrica, aveva reso coltivabile il terreno boschivo attorno alla sua casa. In questi ultimi tempi si era un po’ appartato e lo si vedeva poco in paese. La morte lo ha colpito immaturamente dopo breve malattia.

Fornara Giuseppe era nato nel 1924. La sua famiglia veniva da Carpignano Sesia e per anni ha gestito una panetteria. Impiegato alla Montefibre, di carattere estroverso, cordiale con tutti,  era un uomo di molteplice interessi: appassionato alla storia di Suna, alle sue strade e agli angoli caratteristici; le feste religiose ed ogni altra manifestazione furono tante volte riprese dalla sua macchina fotografica, anche quest’ultimo hobby particolare nel quale era valente, tanto da partecipare alle mostre che venivano organizzate nella zona.  Per le sue insistenti ricerche era riuscito a raccogliere un buon numero di cartoline della vecchia Suna e dei dintorni di cui andava orgoglioso! Si interessava di tutti quello che riguardava arte ed antichità del nostro territorio ed era attivo collaboratore del Museo di Pallanza. Da vari anni, su un terreno acquistato a Cavandone, aveva messo a profitto con entusiasmo quanto da ragazzo aveva imparato frequentando una scuola di agricoltura e questa attività occupava molto del suo tempo. Da tanti anni era donatore di sangue ed aveva voluto continuare ad esserlo anche dopo aver raggiunto il limite di età. Un male inesorabile manifestatosi improvvisamente lo ha portato alla morte in pochi mesi.

Campanini Franco era nato nel 1914. Il padre era originario della provincia di Mantova e qui trasferitosi come impiegato alla tramvia; la madre era sunese. Trascorsa la fanciullezza e l’adolescenza a Suna si era poi trasferito a Milano per lavoro. Tornato al paese natio per il suo carattere aperto e cordiale si era subito ritrovato a suo agio con gli amici della gioventù. Frequentava la Casa del Popolo della quale era anche stato sindaco. Pur da anni sofferente, nei momenti di miglioramento riprendeva la sua vita normale e la morte improvvisa è giunta inaspettata.

Spadaccini Gino era nato nel 1909 ed è morto martedì scorso. Di famiglia sunese aveva perso il padre in giovane età e la mamma fu per molti anni addetta alla distribuzione della posta e i più anziani tra noi ancora la ricordano. Negli ultimi anni della sua attività lavorativa era stato bidello in una scuola di Intra. Da giovane, con molto impegno e sacrificio, aveva imparato a suonare il violino e con altri appassionati di musica aveva formato delle orchestrine chiamate ad allietare balli e feste popolari. Anche se sofferente da tempo, fini a pochi giorni fa si vedeva a passeggio col suo cagnolino. Ricoverato all’ospedale, la morte è giunta istantanea.

Al ricordo di questi soci che abbiamo commemorato aggiungiamo anche un pensiero di affetto e rimpianto anche per i familiari e gli amici che in quest’anno sono morti lasciando intorno a noi un vuoto sempre più grande. A tutti i parenti rinnoviamo le nostre condoglianze.

Marchionini Italo nato a Suna il 4 giugno 1928 , di professione operaio, è stato ammesso alla Società il 1 gennaio 1954 ed è morto nel 1991

Fornara Giuseppe di Giovanni, nato il 22 settembre 1924, di professione impiegato, è stato ammesso alla Società il 1 gennaio 1946 ed è morto nel 1991

Campanini Franco, nato il 26 dicembre 1914, di professione libero professionista ragioniere, è stato ammesso alla Società il 1 gennaio 1964 ed è morto il 24 luglio 1991

Spadaccini Augusto detto “Gino” nato il 13 marzo 1909, di professione bidello, è stato ammesso alla Società il 1 gennaio 1931 ed è morto nell’ottobre del 1991

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1 Novembre 1992

Per ricordare i soci defunti siamo venuti ancora una volta nel nostro cimitero, unendoci a tutte le altre persone che in questo giorno ricordano i loro morti: parenti, amici e conoscenti. Questo annuale e doveroso ricordo voluto espressamente dallo statuto della Società è sempre avvenuto, anno dopo anno, fin dalla fondazione del nostro sodalizio nel 1877 e nel corteo che, seguendo la nostra bandiera, attraversa le vie del paese c’è sempre qualche vuoto in più, tuttavia, specialmente quest’anno si è assistito ad una rivalutazione delle varie Società Operaie nella nostra provincia ed anche la nostra ha avuto un apporto di giovani che, pur continuando le tradizioni del passato, potranno attuare nuove forme di solidarietà come è lo scopo per cui è sorta questa Società che appunto si chiama di Mutuo Soccorso. Quest’anno ricordiamo due soci defunti:

Racchelli Nino nato nel 1921 è morto lo scorso novembre. Il padre era pallanzese e la mamma di Suna: Dopo il servizio militare, studiando tenacemente poté diplomarsi  ed ottenne un impiego in banca a Torino e per la sua capacità ne diventò uno stimato ed apprezzato funzionario. In pensione tornò con la moglie a Suna,il suo paese sempre amato. Era nell’amministrazione della Casa del Popolo prima come consigliere e poi come vice presidente molto zelante e preciso nel curare gli interessi. Era sempre pronto a dare il suo aiuto a chi gli chiedeva un consiglio per qualche pratica finanziaria o altro. Colpito da grave malattia seppe reagire seguendo diligentemente le cure che richiedevano sacrifici e rinunce. Dopo un periodo di tregua che aveva dato adito a buone speranze, il male prese il sopravvento.

Stoto Giuseppe di 59 anni, ci ha lasciato da pochi giorni. Apparteneva ad una numerosa famiglia proveniente dal meridione. Operaio alla Montefibre in pensione. Era laborioso, di carattere buono, religioso praticante, amava la sua famiglia ed ebbe motivi di soddisfazione per l’ottimo risultato ottenuto dalle figlie negli studi superiori. Un male inesorabile lo ha portato alla morte dopo lunghe sofferenze.

Ai familiari di questi soci rinnoviamo le nostre condoglianze  mentre rivolgiamo  un pensiero a tutti i nostri morti che qui riposano. Il loro ricordo ci accompagni nella nostra vita quotidiana lungo il cammino che a ciascuno di noi resta ancora da percorrere”.

Racchelli Nino nato il 23 agosto 1921, di professione funzionario di banca, è stato ammesso alla Società il 1 gennaio 1977 ed è morte nel novembre 1991

Stoto Giuseppe  nato il 9 gennaio 1933, di professione operaio, è stato ammesso alla Società il 1 gennaio 1967 ed è morto il 17 ottobre 1992

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Come, per alcuni versi, preannunciato nelle parole di esortazione e di speranza riportate precedentemente, con l’omelia ai Soci defunti del 1 novembre 1992 il sig. Pera Luigi rinuncia all’impegno, protratto per più di trent’anni, di pronunciare il tradizionale discorso commemorativo nel giorno dei morti, passando, per così dire, l’onore e l’onere al nuovo segretario del sodalizio, il prof. Fornara Alberto, figlio di quel Giuseppe commemorato proprio lo scorso anno. Peraltro continuerà a partecipare alle doverose commemorazioni negli anni seguenti, per un decennio almeno, come socio e probo viro della Società.