I primi cinquant’anni di SOMS

I primi cinquant’anni di attività

a cura di Beniamino Lori

La nuova Società Operaia riscuoteva ampi consensi tanto che a meno di un mese della sua costituzione (1 luglio 1877) il numero dei soci effettivi era lievitato a 113 e a fine anno 122 per giungere a 134 ad un anno esatto dalla sua nascita.

Ricordando che la Società è stata riconosciuta ufficialmente il 1 settembre 1878 e tenendo conto dei cinque soci  fondatori purtroppo già defunti a tale data (compreso quel Muzio Giacomo fu Battista già socio fondatore ma deceduto proprio il 31 agosto giorno prima del riconoscimento ufficiale del sodalizio a cui aveva aderito dalla prima ora)  e dei tre espulsi nel corso del primo anno, si conclude che essa contava esattamente 126 soci effettivi al momento della sua nascita ufficiale.

Negli anni successivi le adesioni però non continuarono col ritmo iniziale (non è dato a sapere se per scelta della Società stessa che in base all’art. 10 aveva “facoltà” di ammissione o meno di un richiedente, o per altri motivi); infatti nel 1879 un solo socio fu ammesso, sette nell’anno successivo, due nel ’81, cinque nel’82 ed ancora uno solo nell’anno successivo… e così via con poche unità per anno fino all’alba del nuovo secolo.

Tenuto conto dei decessi (una ventina) si può concludere che i primi venticinque anni di vita hanno visto una Società Operaia piuttosto stabile nella sua composizione “quantitativa”. (1)

All’alba del ‘900 era Presidente, come già detto, Cuzzi Stefano che resse le sorti della Società fino all’agosto del 1908. Era segretario Meschio Carlo, di professione negoziante subentrato in data 29 dicembre 1902 a quel Garelli Giovanni, segretario comunale, che a sua volta aveva rilevato l’incarico, nel 1884, dal giovane Agnisetta Antonio, di cui già si è detto.

Il Meschio ricoprì la carica per solo due mandati e fu sostituito nel 1909 da Ganzetti Antonio di Pietro, impiegato, e, in seguito, da quel Zucchinetti Giovanni che lasciò poi l’incarico per assumere la presidenza della Società e mantenerla, per quattro decenni, fino alla sua morte il 16 aprile 1960.

Nel 1915 fu allora nominato segretario Castelli Angelo, giovane barbiere, che ricoprì l’incarico fino al 1930.

Non si creda che la I Guerra Mondiale abbia interrotto le attività della Società che, al contrario, continuò ad operare, seppur con prevedibili disagi, e che annotò anche l’adesione, in pieno conflitto, di un nuovo socio Buffoni Giacomo, tipografo

Da una lettura attenta del “Registro di Matricola” emergono tante curiosità legate ai primi cinquant’anni di attività che trovano ragione di essere riproposte qui di seguito:

  • Una sentenza di condanna del Tribunale di Pallanza a carico di Tonazzi Vittorio (il tempo passato dà una deroga alla privacy ) di otto anni di reclusione, che automaticamente fa decadere il suddetto da socio effettivo, come recita l’art. 7 “ Può essere socio chi… non sia stato mai condannato per furto, falso, truffa o attentato ai buoni costumi” e l’art. 17 punto a Sarà espulso da socio chi venisse condannato pei reati di cui all’art.7 “
  • Il nominativo del primo “porta-bandiera” del sodalizio, Del Monaco Luigi di Giuseppe, nato nel 1855 e morto nel 1909
  • La presenza di tal Smidt Federico, benestante e di età compresa tra i 40 e 45 anni. Difficile immaginare il motivo dell’adesione al sodalizio, come socio effettivo e non oblatore (2) di una persona che non svolge attività lavorativa e che dunque, apparentemente, non necessità di un sussidio di malattia per inabilità temporanea dal lavoro.
  • Zucchinetti Giuseppe di Giovanni, nato nel 1849, di professione Cameriere, dietro sua domanda viene cancellato da socio “effettivo” per essere iscritto tra i soci “oblatori perpetui” (2) avendo donato lire 100 alla Società”.  Come abbia potuto un “cameriere” disporre “in solido” di una tal cifra  da donare alla società non è dato a sapere e neppure le motivazioni e tutto ciò solleva curiosità legittime…
  • Quel Spadacini Giuseppe fu Paolo (socio dal 1877) di professione Contabile che non fu mai segretario del sodalizio né presidente, fu, forse, il Tesoriere della Società? Non esistono documenti agli atti per dimostrarlo ma è da ritenersi molto probabile data la specifica professione svolta.
  • Difficile definire chi tenne le redini del sodalizio dal 1909 al 1915. Infatti Cuzzi Stefano che morì nel 1917 avrebbe potuto ricoprire l’incarico ma stranamente manca la sua firma, sul Registro di matricola dal 1 gennaio 1909 che, al contrario, fu sempre presente negli anni precedenti; certamente non avrebbe potuto essere quel Zucchinetti Giovanni (futuro presidente) perché ricopriva già l’incarico di segretario.
  • Quali altre professioni conducevano i soci del nuovo secolo? Ramiere, lattoniere, carrettiere, bracciante, fornaio, mercante, commesso, geometra, droghiere, nastraio, giardiniere, macellaio, cuoco, fattorino postale, meccanico, impiegato ed ancora  chaffeur, telegrafista (3) e tramviere (… il progresso che avanza…).
  • Per un interessante confronto con gli anni odierni si può affermare che tale stabilità trova conferma anche negli anni di fine XX secolo con un equilibrio attorno ai 170 soci.
  • Il socio oblatore “paga solo il contributo annuo di 5 lire per ogni azione e può iscriversi per quel numero di azioni che gli suggerisce il suo filantropico e generoso animo” (art. 15) Il Socio “Oblatore perpetuo” è quello che avendo pagato “la tassa fissa di 100 lire rimane iscritto perpetuamente alla Società conservando i diritti dei soci oblatori”
  • L’ufficio postale a Suna fu aperto il 1 aprile 1882 ma il telegrafo arrivò solo il 22 marzo 1896, posto in un locale comodo della casa Rossi e la titolare dell’ufficio fu la vedovella Zucchinetti Maria.

 

 

 

 

Presidenti S.O.M.S  degli ultimi cinquant’anni

Dal 1960 al 1976   Luigi Pera

Dal 1977 al 1977  Spadacini Giovanni

Dal 1978 al 1991 (sede vacante) reggente Andrea Bagnati (ex vicepresidente)

Dal 1992 al 1999 Gianni Corsini

Dal 2000 al 2007 Andrea Bagnati

Dal 2008 al 2017 Mario Agnesina